XAU/USD – ultimo giornoho bisogno del tuo sostegno.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI🌞
ultimo giorno del mese,
gold ieri ci delizia con uno shift daily rialzista, allineato ad h4 .
ora abbiamo un disallineamento tra:
W - SHORT
D - LONG
H4-LONG
possibile correzione su zone weekly piu alte nel mese prossimo?
staremo a vedere. intanto io sto valutando un posizionamento long fino a zona 4700 e dopo di che valuto.
attendo sessione delle 14 in poi prima di posizionarmi.
intanto trump è disposto a fermare la campagna militare contro l’Iran anche lasciando lo Stretto di Hormuz in gran parte chiuso.
Secondo il WSJ, lui e il suo team ritengono che un’operazione per riaprirlo allungherebbe il conflitto oltre le 4–6 settimane previste.
Resta alta l’attenzione sulle notizie: Donald Trump sta valutando di uscire dal conflitto, dopo quasi un mese senza risultati concreti in Iran.
Questo aumenta l’incertezza sul mercato:
possibile de-escalation → pressione ribassista su gold nel breve
Hormuz ancora chiuso → rischio inflazione energia resta alto
mercato resta guidato da rendimenti reali, non solo risk-off
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🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
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Idee della comunità
Nuovo mese su Goldho bisogno del tuo sostegno.
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gold riprende a rialzo dopo il primo cedimento daily di ieri.
WEEKLY: SHORT
DAILY: LONG
H4: LONG
rimango a rialzo seguendo price action.
attenzione anche a trump e ai suoi cambi di idea molto rapidi.
questo livello di prezzo sul open h4 deve essere invalidato prima di aggiungere posizioni a rialzo. quindi attendo prossime h4 e attendo ADP di oggi, dopo di che valuto posizionamento.
quindi aspettare ADP oggi e poi valutare il da farsi.
MACRO UPDATE TRUMP:
Trump dice che gli Stati Uniti lasceranno l’Iran tra due o tre settimane
i fatti:
-Pentagono ha continuato con il rafforzamento delle forze in Medio Oriente.
-Il Brent e il greggio sono scesi a 103 dollari al barile
-Anche i rendimenti dei Treasury statunitensi sono calati dopo l’annuncio di Trump
👉🏻Trump sembra molto serio nel voler lasciare il Medio Oriente alle spalle dopo non essere riuscito a mostrare nemmeno un risultato concreto. Nonostante le parole, le truppe statunitensi stanno ancora dirigendosi verso l’Iran, secondo Bloomberg, e lo Stretto di Hormuz rimane chiuso.
In questo momento i mercati sembrano ottimisti riguardo alla “possibile” fine del conflitto tra Stati Uniti e Iran, anche se non vi è alcuna garanzia che lo Stretto di Hormuz verrà riaperto.
La domanda principale è se l’Iran permetterà agli Stati Uniti di lasciare l’area e porre fine alla guerra. Sembra che gli Stati Uniti non siano in una posizione tale da dettare i termini.
-Trump ha promesso di porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia il primo giorno del suo mandato.
E Non ci è riuscito.
-Trump ha promesso di riportare la “vecchia buona” democrazia americana in Iran e di abbattere il regime.
e Non ci è riuscito.
La politica è un gioco disgustoso in cui non conosciamo il fine ultimo, possiamo solo ipotizzarne gli esiti. Quindi bisogna trattare ogni parola e ogni dichiarazione dei politici con sospetto.
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XAUUSD: Calo fino a 4.300 USDL'oro ha ora superato il livello di resistenza chiave di 4.580 e la sua tendenza rialzista ha iniziato a stabilizzarsi. Sebbene la salita sia lenta, la tendenza rialzista è molto evidente. Come ho sempre sottolineato, l'unica direzione finale dell'oro è verso l'alto.
Tuttavia, è importante notare che l'oro ha ancora una necessità di calo. Si prevede che il mercato subirà un'altra fase di washout ribassista, che potrebbe raggiungere nuovamente intorno ai 4.300 USD. Se il tuo conto è attualmente in perdita, devi assolutamente cogliere questa opportunità di correzione, che può aiutare il tuo conto a recuperare parte delle perdite. Il mercato potrebbe avviarsi in qualsiasi momento e pubblicherò un segnale in anticipo prima dell'inizio del movimento.
Sono i rendimenti a guidate TrumpNell'ultimo anno abbiamo assistito a molti tira e molla da parte di Trump e tutti gli eventi TACO (Trump always chickens out) hanno un punto in comune: il decennale americano.
E' il rendimento americano a guidare le decisioni dell'amministrazione Trump più di ogni altra cosa.
E' successo con i dazi e ora sta succedendo uguale con la guerra in Iran.
Si può tirare la corda della tensione geopolitica quanto si vuole ma non con i rendimenti sopra 4.50%.
Il livello 4.50% rappresenta un po' lo spartiacque oltre il quale non ci si vuole spingere e anche in questo caso sono arrivate dichiarazioni di de-escalation proprio vicino a quel livello:
Trump ha infatti detto ai suoi collaboratori di essere disposto a chiudere la campagna militare contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz resterà in gran parte chiuso, rinviando a dopo l'operazione complessa per riaprirlo.
Ad alimentare la dinamica ieri ci si è messo anche Powell che si è rivelato meno hawkish del previsto.
Il presidente della Fed ha dichiarato che la Banca Centrale non può fare molto contro uno shock dal lato dell'offerta utilizzando la leva dei tassi. Ciò che conta sono le aspettative di inflazione, che per il momento rimangono ancorate.
Si è trattato di dichiarazioni ragionevoli che hanno contribuito ad allentare la pressione sui rendimenti.
Che strano che siano arrivate proprio con un decennale a 4.50%...
Analisi grafica SP500 fut al 01.04.2026Nelle analisi precedenti avevamo dato un possibile "atterraggio" dell'impulso ribassista in area 6370. Questo livello è stato perfettamente testato e da li è partita una correzione che avevamo previsto potesse raggiungere area 6650. Il derivato ha già messo in atto un potente rimbalzo che in pochissimo spazio temporale ha riportato i prezzi sopra 6600. A livello daily ci aspetteremmo un proseguimento del rimbalzo, una correzione articolata che potrebbe riportare i prezzi anche a ridosso dei 6750-6800, ma comunque rimarrebbe un movimento correttivo prima di un ulteriore impulso al ribasso.
A livello intraday abbiamo un'intonazione del tutto positiva, ci possiamo aspettare un ritracciamento verso 6500-6550 per poi risalire e raggiungere anche i 6700.
Buon trading
Agata Gimmillaro
Scenario di breve per BTC e ETHConfigurazione totalmente simile per BTC ed ETH sul breve periodo. Possiamo vedere che entrambi hanno formato nel weekend due candele doji di incertezza, da cui ieri hanno provato un primo rimbalzo, fermandosi sulle rispettive resistenze per poi ritracciare.
Oggi al momento sono in positivo e hanno come obiettivo, per BTC, un breakout dell’area 68.700 USDT, dove passano sia la resistenza vettoriale sia la media mobile a 50 periodi, molto rilevante.
In questo momento ETH è più forte ed è già sopra la media mobile ed è a contatto con la sua resistenza vettoriale in area 2.075 USDT.
Su entrambi anche l’indicatore RSI è in rialzo con taglio della sua media. L’obiettivo è una chiusura sopra le resistenze di breve per poi provare un allungo: per BTC verso i 74.000 USDT, mentre Ethereum verso i 2.170 USDT, così da rompere la serie di massimi e minimi decrescenti.
NASDAQ 100: Dove siamo? Si rimbalza o no?Contesto attuale: dove si trova il prezzo
Il Nasdaq 100 (cash/futures, riferimento per il CFD Pepperstone NAS100) oscilla attualmente nella fascia intermedia del range 24.000–25.800 punti, dopo un rimbalzo dalla zona di demand 24.000–24.200 che nelle ultime settimane ha più volte attirato acquisti in ottica di medio periodo.
Ci troviamo quindi in una parte ancora correttiva del grafico: il prezzo è risalito dai minimi ma non ha ancora riconquistato in modo stabile l’area di distribuzione precedente posta tra 25.800 e 26.200 punti, che ora agisce da resistenza di medio periodo e zona di presa di profitto sui rimbalzi. I volumi si sono mostrati generalmente più intensi durante le sessioni di sell‑off, con spike significativi sulle giornate di notizie hawkish dalla Federal Reserve, mentre le sedute di recupero hanno evidenziato scambi più contenuti, coerenti con un mercato guidato da ricoperture e aggiustamenti di posizione piuttosto che da nuovo denaro convinto sul comparto tech.
Tecnicamente, la violazione ribassista del supporto intermedio 25.500–25.400 nelle scorse settimane ha trasformato tale fascia in resistenza dinamica: ogni ritorno dei prezzi verso 25.500–25.800 tende per ora a trovare vendite e nuove aperture di posizioni short, con le medie mobili veloci H4 e daily che scendono dall’alto e respingono i tentativi di break out. Finché le chiusure giornaliere rimarranno sotto 25.800–26.000, il Nasdaq 100 manterrà un bias correttivo di breve periodo, lasciando aperto lo scenario di ulteriori fasi di consolidamento laterale o di storno più profondo qualora tornasse pressione sui tassi reali o un rafforzamento del dollaro penalizzasse nuovamente la componente growth dell’indice.
Struttura di fondo: bull market di lungo, correzione in corso
Su orizzonte plurimensile la struttura resta quella di un bull market ben definito: nell’ultimo anno il Nasdaq 100 ha aggiornato i massimi storici oltre 26.000 punti, sostenuto da utili solidi delle big tech e da aspettative di progressivi tagli dei tassi verso il 2027, sebbene in un contesto di politica monetaria ancora restrittiva. Il movimento ribassista di marzo, caratterizzato da sedute con perdite intraday anche superiori all’1–2% e da violente fasi di risk‑off sugli asset più growth‑sensibili, appare al momento come una normalizzazione di un rally molto esteso più che l’avvio di un bear market strutturale, soprattutto finché l’indice continuerà a difendere i principali supporti statici e dinamici di lungo periodo.
L’attuale fase può essere letta come “downtrend correttivo dentro bull market”: dai top in area 26.000–26.200 si osservano massimi e minimi decrescenti su base daily, la rottura del supporto intermedio 25.500–25.400 e un test ripetuto della successiva zona di domanda 24.200–24.000, che coincide con un’area più volte segnalata dagli operatori come livello di ricomposizione degli acquisti di medio periodo. Solo una discesa decisa sotto 24.000, accompagnata da aumento marcato dei volumi in vendita e deterioramento degli indicatori di breadth, inizierebbe a mettere in discussione la narrativa di lungo periodo fondata su crescita degli utili tech e progressiva discesa attesa dei tassi nominali nella seconda parte del ciclo.
La logica della nuova fascia 24.000–25.800 punti
La fascia 24.000–25.800 rappresenta il nuovo laboratorio tra compratori e venditori sul Nasdaq 100: è all’interno di questo corridoio che il mercato sta costruendo la prossima gamba direzionale, decidendo se formare una base per un ritorno stabile sopra 26.000 o completare una correzione più profonda verso supporti di grado superiore.
Supporto primario 24.200–24.000 punti: qui si concentrano i minimi di panico più recenti e un’area di demand che ha generato diversi rimbalzi tecnici, spesso utilizzata per strategie tattiche di buy‑the‑dip con stop stretti sotto 24.000 e primi obiettivi di recupero verso 25.000–25.400 punti. In caso di tenuta, questa zona può continuare ad alimentare reazioni rapide, soprattutto se accompagnate da un RSI giornaliero che risale dall’area 30–40 verso 45–50, segnalando una normalizzazione del momentum ribassista.
• Supporto secondario 23.500–23.200 punti: un’eventuale rottura netta di 24.000 aprirebbe spazio verso questa “deep correction zone”, che corrisponde a un ritracciamento più profondo del rally 2025‑inizio 2026 e a precedenti aree di consolidamento osservate nei mesi passati. In questo intervallo transitano anche importanti livelli statici di lungo periodo e, su diverse piattaforme, proiezioni di Fibonacci calcolate sull’intero impulso rialzista dell’ultimo anno.
• Resistenza immediata 25.500–25.800 punti: si conferma come prima fascia di offerta rilevante per chi cerca ingressi short su rimbalzi, con target iniziali a 25.000 e 24.200 punti. La valenza psicologica di 26.000 rimane centrale: solo una chiusura daily solida sopra 25.800–26.000, accompagnata da volumi in aumento e un RSI stabilmente sopra 50–55, ridurrebbe la pressione ribassista di breve e aprirebbe spazio verso estensioni 26.500–27.000 punti.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili daily evidenziano una struttura più debole rispetto alla fase rialzista precedente: il prezzo del Nasdaq 100 si colloca al di sotto delle principali SMA di medio periodo, con le medie veloci che hanno incrociato dall’alto e stanno funzionando da resistenza dinamica sui rimbalzi verso 25.500–25.800. Sul quadro H4 l’azione dei prezzi mostra caratteristiche tipiche di una correzione in downtrend, con brevi fasi di congestione laterale alternate a nuove accelerazioni ribassiste e pullback tecnici sui livelli rotti (prima 25.800, poi 25.400) che rappresentano aree di decisione per l’operatività intraday.
Gli oscillatori giornalieri, con RSI 14 rientrato in zona neutra 40–50 dopo le letture di ipercomprato di inizio anno, suggeriscono un momentum intermedio che lascia spazio a entrambe le direzioni: ulteriori fasi di debolezza in caso di riattivazione del risk‑off oppure rimbalzi di normalizzazione se i dati macro dovessero sorprendere in senso favorevole alla crescita. Mappa livelli: sopra 25.800–26.000 l’indice rientra nell’area dei massimi storici e solo un break robusto di 26.500 punti invaliderebbe gli scenari correttivi aprendo obiettivi potenziali verso 27.000–27.500; sotto 24.200–24.000 aumentano invece le probabilità di accelerazione verso 23.500–23.200 e, in estensione, verso 22.800–22.500 in caso di prolungata fase di avversione al rischio a livello globale.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.800 punti
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero rialzista
Se il supporto 24.200–24.000 continuerà a reggere e il prezzo riuscirà a riconquistare in chiusura daily l’area 25.500–25.800, il mercato potrebbe normalizzare il sell‑off di marzo con un movimento di ritorno verso 26.000–26.500, zona in cui si collocano le resistenze successive e i massimi storici. In questo quadro la fase recente verrebbe letta come una “shake‑out” dentro bull market, con RSI atteso stabilizzarsi sopra 50–55 e medie mobili veloci pronte a un nuovo incrocio rialzista, restituendo momentum ai compratori e riattivando la narrativa di trend rialzista lineare.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda
Un cedimento stabile della fascia 24.200–24.000, con più chiusure giornaliere sotto 24.000 e volumi in progressivo aumento, confermerebbe la rottura del supporto intermedio e favorirebbe una discesa verso 23.500–23.200 come primo target, con possibile estensione verso 22.800–22.500 se il sentiment restasse dominato da Fed hawkish, dollaro forte e prese di profitto diffuse sulle posizioni long accumulate nel rally dell’ultimo anno. In tale scenario la struttura di bull market di lungo periodo rimarrebbe ancora formalmente intatta, ma verrebbe completata una correzione di grado superiore prima che il mercato possa tentare nuove gambe rialziste sopra 26.000–26.500 punti.
La fascia 24.000–25.800 si configura quindi come nuovo pivot di mercato sul Nasdaq 100 CFD Pepperstone: qui si decide se l’attuale fase sarà archiviata come semplice storno da eccesso di rialzo oppure evolverà in un ciclo correttivo più profondo, con la capacità dell’indice di difendere 24.200–24.000 e di riportare l’RSI stabilmente sopra 50 che sarà cruciale per ristabilire una narrativa costruttiva sull’indice tech USA.
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Oro trova supporto, ma il grafico resta.L'oro trova supporto, ma il grafico deve ancora dimostrare il recupero
XAUUSD sta reagendo da un supporto, ma la struttura più ampia non è ancora rialzista.
L'oro sta negoziando in una di quelle fasi in cui il racconto macro e il grafico tirano in direzioni diverse.
Dal lato macro, il contesto dovrebbe essere favorevole. La tensione intorno al Medio Oriente rimane elevata e il mercato sta ancora affrontando il rischio che i flussi energetici attraverso rotte chiave possano subire interruzioni. Recenti report indicano che lo Stretto di Hormuz è sotto forte pressione, con un traffico significativamente ridotto e i mercati petroliferi che stanno rivalutando il rischio di offerta. Allo stesso tempo, il Brent ha superato i 110 dollari al barile, rafforzando le preoccupazioni riguardo all'inflazione, ai costi energetici e ai sentimenti di rischio più ampi.
Normalmente, quel tipo di ambiente sarebbe un chiaro vento favorevole per l'oro.
Ma l'oro non sta negoziando solo sulla geopolitica.
La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati tra 3.5% e 3.75% a marzo, affermando anche che l'inflazione rimane piuttosto elevata e che l'incertezza riguardo all'outlook è ancora alta, comprese le implicazioni degli sviluppi in Medio Oriente. Questo è importante perché quando il rischio petrolifero alimenta il rischio di inflazione, il mercato non prezza automaticamente l'oro rialzista. Può anche prezzare un dollaro più forte, maggiore cautela da parte delle banche centrali e condizioni finanziarie più restrittive.
Ecco perché il grafico merita ancora rispetto.
Struttura Tecnica
Da una prospettiva tecnica, l'oro sta rimbalzando da un'area di domanda inferiore, ma il mercato sta ancora negoziando al di sotto del soffitto di recupero più importante. L'attuale rimbalzo è costruttivo, anche se rimane un tentativo di recupero all'interno di una struttura che non è ancora tornata completamente a favore degli acquirenti.
Il grafico evidenzia una mappa chiara a breve termine:
l'area 4,560–4,600 è la prima importante zona di recupero
sopra quella, 4,856–4,910 si distingue come la banda di resistenza più forte
la liquidità al rialzo più ampia rimane molto più alta vicino a 5,560
al ribasso, l'attuale zona di acquisto intorno a 4,560 è la prima base che tiene insieme il rimbalzo
In altre parole, l'oro sta cercando di recuperare, ma sta ancora salendo verso la resistenza piuttosto che rompere in uno spazio aperto al rialzo.
Zone di Prezzo Chiave
Zona di Acquisto Immediato: intorno a 4,560
Questa è la prima resistenza che tiene il rimbalzo attuale. Finché il prezzo rimane al di sopra di quest'area, l'idea di recupero rimane valida.
Prima Resistenza: 4,856–4,910
Questa è la chiave cap tecnica nel grafico. Gli acquirenti devono riconquistare quest'area prima che la struttura possa essere trattata come materialmente più forte.
Liquidità Lato Vendita: vicino a 5,560
Questa è la richiesta al rialzo più ampia, ma rimane un obiettivo lontano in questa fase. L'oro necessita prima di un seguito molto più forte.
Scenari di Mercato
Scenario 1 – Mantenere il Supporto e Estendersi Più in Alto
Questo è il percorso costruttivo.
Se gli acquirenti continuano a difendere l'attuale zona di acquisto, l'oro potrebbe costruire una ripresa più forte e tornare verso 4,856–4,910. Ciò suggerirebbe che il mercato sta cominciando a tradurre la tensione geopolitica in una domanda per un porto sicuro più duratura.
Scenario 2 – Fermarsi Sotto la Resistenza
Questo è il risultato più cauto.
Anche se l'oro continua a salire da qui, la prima banda di resistenza importante potrebbe comunque rifiutare il prezzo. Se ciò accade, il mercato rimarrebbe in una fase di recupero piuttosto che in una inversione confermata.
Scenario 3 – Perdere la Zona di Acquisto e Tornare Indietro
Se il supporto attuale fallisce in modo decisivo, il rimbalzo perde rapidamente credibilità. Ciò mostrerebbe che la paura macro non è sufficiente da sola e che la pressione tecnica sta ancora dominando il flusso a breve termine.
Insight di Mercato
Questo non è un mercato dell'oro chiaro e unidirezionale.
Sì, la geopolitica dovrebbe sostenere la domanda per un porto sicuro.
Sì, il rischio di petrolio e spedizioni più elevato dovrebbe mantenere vive le preoccupazioni inflazionistiche.
Ma quando la Fed è ancora cauta e il rischio di inflazione rimane elevato, l'oro non ottiene un passaggio gratuito verso l'alto.
Dal mio punto di vista, l'attuale movimento è un recupero sostenuto dal supporto, non una inversione rialzista confermata. Il contesto macro sta aiutando l'oro a evitare un nuovo crollo, ma il grafico deve ancora dimostrare che gli acquirenti possono riconquistare una resistenza più alta con vera convinzione.
Per ora, il messaggio è semplice: l'oro ha un supporto fondamentale, ma tecnicamente il recupero deve ancora guadagnarsi il diritto di passare attraverso la resistenza prima che il rialzo possa essere considerato affidabile.
S&P 500, quando tornare all’acquisto?Dal massimo della fine dello scorso mese di gennaio, il drawdown dell’indice S&P 500 ha raggiunto il 10%, una realtà ribassista che è diventata ancora più concreta dall’inizio delle operazioni militari contro l’Iran condotte dagli Stati Uniti e da Israele. Gli asset rischiosi in borsa sono sotto pressione a causa del forte aumento del prezzo del petrolio e del gas naturale sui mercati e delle nuove aspettative che ne derivano in termini di prospettive di inflazione e di politica monetaria.
Ma, come tutti i sell-off di borsa del passato, questa correzione avrà una fine, tuttavia ci sono diverse condizioni da soddisfare prima di considerare un ritorno all’acquisto.
Innanzitutto, vi sono condizioni fondamentali obbligatorie:
• Riapertura dello stretto di Hormuz
• Ripresa del normale funzionamento dell’industria petrolifera e del gas intorno al Golfo Persico e quindi ripresa dell’approvvigionamento energetico dell’Asia
• Ritorno del prezzo del petrolio sotto gli 80$ per il WTI, ritorno sotto controllo delle aspettative di inflazione e soprattutto una politica monetaria prospettica che non si orienti verso una traiettoria più restrittiva
Dal punto di vista tecnico, il primo segnale da osservare prima di tornare serenamente all’acquisto è quindi vedere il prezzo del petrolio greggio statunitense tornare sotto la soglia degli 80$.
L’analisi tecnica dell’indice S&P 500 consente di comprendere chiaramente come si sono conclusi i sell-off del passato.
Diverse condizioni tecniche devono essere soddisfatte:
• Tornare in prossimità di un livello di supporto importante
• Essere in ipervenduto in termini di indicatori di momentum (qui vengono utilizzati RSI e LMACD)
• Osservare una situazione di ipervenduto dal punto di vista dell’analisi quantitativa, ad esempio il numero di azioni dell’S&P 500 sopra la propria media mobile a 50 giorni
• In termini di posizionamento istituzionale, un ritorno della percentuale di liquidità detenuta dai gestori a un livello superiore al 5/6%
Il grafico seguente è tratto dallo studio mensile (ogni 15 del mese) “BofA Global Fund Manager Survey” e mostra l’evoluzione della percentuale media di liquidità detenuta dai gestori istituzionali. Storicamente, la zona del 5/6% è la zona in cui si formano i minimi dei mercati ribassisti. Al contrario, sotto il 4%, il mercato può essere vicino a un massimo di medio termine.
Il grafico seguente mostra la percentuale di azioni dell’S&P 500 sopra la media mobile a 50 giorni. Si tratta di un approccio quantitativo al mercato e in generale il mercato è vicino al suo punto minimo quando meno del 20% delle azioni si trova sopra la propria media mobile a 50 giorni.
Per l’indice S&P 500, il supporto tecnico più evidente per tornare all’acquisto si trova tra 6000 e 6200 punti, ovvero il livello di supporto orizzontale che corrisponde al precedente massimo storico.
Il grafico seguente mostra le candele giapponesi su base giornaliera dell’indice Dow Jones.
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XAUUSD H1: Oro tiene supporto mentreXAUUSD H1: L'oro tiene il supporto mentre i compratori testano la liquidità
L'oro sta iniziando la settimana in una posizione costruttiva, ma il mercato sta ancora trattando all'interno di una zona decisionale piuttosto che di un breakout confermato.
Nel grafico H1, XAUUSD continua a mantenersi sopra la struttura di supporto 4422–4492, mentre il prezzo sta ripetutamente testando l'area di liquidità 4550–4560 per il lato acquisti. Ciò mostra che i compratori sono ancora attivi e disposti a difendere la base attuale, ma il mercato non ha ancora fornito il tipo di breakout pulito che confermerebbe un'espansione rialzista più forte.
Da una prospettiva più ampia, questa settimana rimane importante per l'oro perché il mercato sta bilanciando due forze opposte. Da un lato, la domanda di rifugio sicuro continua a sostenere l'oro mentre i trader rimangono cauti riguardo all'incertezza geopolitica e al rischio di mercato più ampio. Dall'altro lato, l'ambiente del Dollaro e dei rendimenti continua a limitare l'upside momentum, il che significa che l'oro potrebbe rimanere volatile attorno a livelli tecnici chiave invece di muoversi in linea retta.
Tecnicamente, la struttura attuale rimane costruttiva finché il prezzo rimane sopra il pivot di supporto 4492. Mantenersi sopra questa zona tiene intatta la ripresa a breve termine e consente ai compratori di continuare a spingere contro la resistenza vicina. Se il prezzo può stabilire una maggiore accettazione sopra l'area di liquidità 4550–4560, il prossimo obiettivo al rialzo si presenterà attorno a 5019, dove si trova la zona di maggiore liquidità.
Allo stesso tempo, il movimento attuale ha ancora bisogno di rispetto. Se l'oro non riesce a mantenersi sopra il supporto, il mercato potrebbe tornare in consolidamento o ritestare una domanda più profonda prima che il prossimo movimento direzionale diventi più chiaro. Ecco perché la reazione attorno all'attuale zona di resistenza è così importante.
Livelli chiave da tenere d'occhio
4492 → pivot di supporto a breve termine
4550–4560 → zona di liquidità per il lato acquisti
5019 → resistenza più alta / obiettivo di liquidità
4100 → zona di acquisto più profonda
Opinione di Lana
L'oro continua a essere costruttivo mentre il prezzo rimane sopra il supporto, ma i compratori hanno bisogno di una rottura più forte attraverso la liquidità vicina prima che si possa fidare di un'ulteriore gamba al rialzo più ampia. Per ora, questa è una struttura di recupero con potenziale rialzista, non un breakout completamente confermato.
L'oro è sotto pressione, in attesa di una rottura al rialzo.
L'attuale rimbalzo a breve termine dell'oro non è ancora terminato e c'è ancora spazio per ulteriori rialzi. La pazienza è fondamentale. La strategia a breve termine per oggi rimane quella di acquistare sui ribassi, puntando a un rimbalzo. Il grafico orario attuale mostra una chiara struttura di inversione al ribasso, soprattutto dopo il secondo ritracciamento di ieri successivo al rialzo a 4580, e un minimo è stato raggiunto anche su un timeframe inferiore, indicando un rally imminente. Tuttavia, poiché il mercato si sta gradualmente spostando da un'influenza di fattori esterni a un'influenza dominata dall'analisi tecnica, saranno frequenti le fluttuazioni e le oscillazioni tra rialzisti e ribassisti. Di fronte a questo movimento di mercato, oltre alla pazienza, dobbiamo avere piena fiducia nell'affidabilità dei pattern e delle strutture!
Pertanto, ipotizzando l'assenza di cambiamenti significativi nel mercato odierno, è probabile che l'oro mantenga un trend laterale. Tuttavia, ci sono alcuni potenziali cambiamenti che richiedono attenzione. Innanzitutto, dopo l'impennata di lunedì, il dollaro USA e i prezzi del petrolio hanno raggiunto il picco nel breve termine e hanno iniziato a scendere, creando le condizioni per un rialzo dell'oro. Pertanto, prevediamo che il ribasso continui anche oggi. In secondo luogo, tecnicamente, il grafico giornaliero mostra giorni consecutivi di rialzo, con un'alta probabilità di una serie positiva di tre giorni. Se i rialzisti manterranno il loro forte slancio nella sessione statunitense di stasera, formando una serie positiva di tre giorni, il prossimo obiettivo potrebbe essere 4730 o addirittura il precedente massimo di 4850. Infine, la chiave è attendere gli sviluppi del mercato odierno. Se il livello di resistenza di 4600 sul grafico a quattro ore verrà superato e le Bande di Bollinger si allargheranno, emergerà un trend unidirezionale e un rialzo significativo sarà quasi certo oggi. Pertanto, la nostra visione per il mercato odierno è di continuare a favorire una rottura al rialzo dell'oro all'interno di un intervallo, e ci aspettiamo che abbia una forza considerevole. In generale, tutti dovrebbero attendere pazientemente una rottura e acquistare a livelli inferiori.
Analisi dei punti di ingresso per il trading a breve termine:
Se durante la sessione europea il prezzo dell'oro ritesta il livello di resistenza 4580-4620 ma non riesce a mantenerlo, possiamo considerare una piccola posizione short. Successivamente, attendiamo un ritracciamento del prezzo sotto pressione e cerchiamo un supporto intorno a 4500-4480 prima di considerare una posizione long.
Fattori chiave del trend rialzista:Fattori chiave del trend rialzista:
Il forte calo dell'indice del dollaro USA, che ha alleviato una significativa pressione di vendita, è diventato il principale fattore trainante: in quanto valuta di riferimento per il prezzo dell'oro, l'indice del dollaro USA determina direttamente la direzione a breve termine delle fluttuazioni del prezzo dell'oro. Da ieri, l'indice del dollaro USA è crollato da 101,48 a 100,2, rompendo diversi livelli di supporto chiave e toccando il minimo da quasi sei mesi. Questo significativo deprezzamento del dollaro ha notevolmente aumentato l'attrattiva dell'oro denominato in dollari per gli investitori globali, portando a un afflusso di capitali esteri nel mercato dell'oro e spingendo al rialzo i prezzi. Nel breve termine, l'indice del dollaro USA rimane debole e non ha ancora mostrato segni di stabilizzazione, il che dovrebbe continuare a sostenere i prezzi dell'oro, fornendo la base per il sentiment rialzista odierno.
Il forte calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA ha drasticamente ridotto il costo di detenere oro: essendo un bene che non genera interessi, il costo opportunità di detenere oro è negativamente correlato ai rendimenti dei titoli del Tesoro USA. Più alto è il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi, minore è l'attrattiva dell'oro, e viceversa. Da ieri, il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è crollato dal 4,48% al 3,85%, con un calo di 63 punti base, toccando il minimo degli ultimi tre mesi. Ciò ha ridotto significativamente il costo opportunità di detenere oro, determinando un massiccio ritorno di fondi precedentemente allocati al mercato dei titoli del Tesoro statunitensi verso il mercato dei metalli preziosi, fornendo un ampio supporto finanziario all'aumento dei prezzi dell'oro. Allo stesso tempo, il calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi riflette anche le crescenti aspettative del mercato di una recessione economica negli Stati Uniti, rafforzando ulteriormente l'attrattiva dell'oro come bene rifugio e attirando sul mercato maggiori capitali alla ricerca di rifugio.
XAUUSD Ultima Strategia di Trading📊Il premio al rischio geopolitico in Medio Oriente continua a intensificarsi, mentre la Fed adotta un atteggiamento attendista di fronte agli shock dei prezzi energetici, riaccendendo le aspettative di taglio dei tassi; i prezzi dell’oro sono fortemente saliti.
I dati sull’occupazione non agricola di domani saranno cruciali, la volatilità di mercato a breve termine si intensificherà.
📈Sul grafico a 4 ore, l’oro ha rotto decisamente al di sopra del livello 4600, l’istogramma MACD si espande continuamente e il RSI entra nella zona di sovraccompra, indicando un momentum rialzista dominante.
Supporto: 4580–4600, forte resistenza: 4650–4660.
✅Strategia di trading:
Andare long in ritracciamento a 4570–4580 con posizione leggera, obiettivo 4650–4660.
Iniziare posizioni short vicino a 4660 con posizione leggera, stop loss a 4680, obiettivo 4620.
💡Il segnale precedente è stato redditizio.
Seguimi per strategie di trading coerenti.
Argento (XAG/USD), a quale prezzo tornare all’acquisto?La situazione è chiara: dall’inizio delle operazioni militari contro l’Iran sabato 28 febbraio, i metalli preziosi sono stati i grandi perdenti in borsa, con un calo dei prezzi dell’oro e dell’argento. Ieri ho trattato le principali ragioni fondamentali di questo calo dei metalli preziosi in un articolo precedente sull’oro su TradingView, che potete leggere nello storico delle mie analisi su TradingView.
Il rimbalzo del dollaro USA sul mercato valutario e il rimbalzo dei tassi di interesse di mercato sono due fattori fondamentali che neutralizzano l’aspetto rifugio storico dei metalli preziosi di fronte al rischio geopolitico.
Il grafico qui sotto mostra la performance degli asset finanziari dal 28 febbraio e oro e argento sono gli asset principali con il calo maggiore.
Tuttavia, la correzione del prezzo dell’argento (XAG/USD) rappresenta un’opportunità fondamentale, un’opportunità industriale, poiché il rapporto domanda/offerta è favorevole a un aumento del prezzo dell’argento nel lungo termine. Dal punto di vista tecnico, qualsiasi ritorno al supporto principale a $50 può essere considerato un’opportunità di acquisto.
Oltre a questo contesto ciclico, le prospettive strutturali del mercato dell’argento rimangono particolarmente solide. La domanda industriale continua a crescere in modo costante, trainata da settori in forte crescita come l’intelligenza artificiale, l’energia solare e i veicoli elettrici. L’argento è infatti un metallo chiave nella produzione di pannelli fotovoltaici e di numerosi componenti elettronici, rendendolo un asset strategico nella transizione energetica globale.
Allo stesso tempo, l’offerta fatica a tenere il passo. Il mercato globale dell’argento è in deficit strutturale da diversi anni, con una domanda che supera costantemente l’offerta. Questa situazione è dovuta principalmente al fatto che l’argento è prodotto principalmente come sottoprodotto dell’estrazione di altri metalli come rame, piombo o zinco, limitando così la capacità di adeguare rapidamente la produzione in caso di aumento della domanda.
Dal punto di vista tecnico, la zona dei $50 corrisponde a un livello chiave di lungo termine, suscettibile di attrarre flussi di acquisto significativi. Un ritorno a questa soglia potrebbe offrire un punto di ingresso strategico per gli investitori a medio e lungo termine, con un potenziale di ripresa verso i massimi storici, o addirittura oltre in caso di persistenza dello squilibrio tra domanda e offerta.
In sintesi, nonostante la pressione ribassista a breve termine legata a fattori macroeconomici, l’argento mantiene un profilo rialzista a lungo termine. Pazienza e disciplina restano essenziali per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle fasi di correzione.
Il grafico qui sotto mostra le candele giapponesi mensili di XAG/USD:
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Analisi operativa S&P 500 31/03/26 | Operatività M5Il prezzo mantiene un’impostazione positiva sia nella sessione asiatica sia nella preapertura USA, con quotazioni sopra VWAP. Tuttavia il movimento resta ancora all’interno del range di ieri, elemento che impone prudenza operativa e selettività negli ingressi. In questo contesto considero area di non trade la fascia compresa tra 6407,25 e 6482,00, zona in cui il prezzo potrebbe continuare a muoversi in modo poco pulito e senza reale direzionalità. Il focus resta quindi solo su eventuali rotture confermate dei livelli chiave.
Scenario LONG
• Break di 6482,00 con primo target in area 6517,00
• Break di 6517,00 con TP2 a 6560,00
• Break di 6568,25 con TP3 a 6597,50
Scenario SHORT
• Break di 6407,25 con TP1 a 6359,50
• Break di 6359,50 con TP2 a 6300,00
• Break di 6300,00 con TP3 in area 6227,25
Operativamente, finché il prezzo resta dentro la fascia di non trade, meglio evitare forzature e attendere conferme chiare. Fuori da quest’area aumentano le probabilità di vedere un movimento più ordinato e sfruttabile in ottica M5.
EUR/USD: Scontro tra titani, il dollaro tenta il rafforzamentoEURUSD: rimbalzo tecnico in downtrend sotto 1,16
Dopo il massimo di inizio anno in area 1,20, la coppia EURUSD ha avviato una fase ribassista graduale, accelerata nelle ultime settimane dal clima di avversione al rischio e dalla ricerca di dollaro come bene rifugio sullo sfondo delle tensioni geopolitiche e dei prezzi energetici in salita. Il cambio è sceso fin sotto 1,15, con minimi recenti in area 1,1460–1,1485, livelli che coincidono con obiettivi ribassisti segnalati da diverse analisi tecniche e con un supporto statico di breve periodo. La struttura di breve è quella di massimi e minimi decrescenti, con spike ribassisti seguiti da rimbalzi rapidi ma incapaci finora di riportare i prezzi sopra la fascia 1,16–1,17 dove transitano le principali medie mobili daily e un’area di offerta consolidata.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
In queste ore EURUSD viene scambiato in area 1,1460–1,1500, cioè sui minimi delle ultime settimane e vicino ai target ribassisti indicati da varie analisi intraday e multiday.
Ci troviamo nella parte bassa di un range correttivo più ampio 1,1410–1,1630: il prezzo ha rotto al ribasso una precedente figura di consolidamento (flag o canale discendente) e sta ora testando una fascia di supporto che, se persa, aprirebbe spazio verso estensioni in area 1,13. Il contesto macro vede un dollaro supportato dalla ricerca di sicurezza e da aspettative di politica monetaria USA relativamente più restrittiva rispetto alla BCE, che al meeting di marzo ha mantenuto un atteggiamento prudente in modalità “wait & see”.
Tecnicamente, il cambio si muove sotto le principali medie mobili esponenziali a 50 e 100 giorni, che hanno incrociato al ribasso e confermano la prevalenza di un trend discendente. Sul daily il break sotto un precedente pattern di flag rialzista ha validato una configurazione di continuazione ribassista, con gli analisti che guardano ora ai minimi di marzo in area 1,1410–1,1412 come prossimo livello di interesse in caso di ulteriori vendite. Fintanto che le chiusure giornaliere resteranno sotto 1,1600, la pressione rimarrà orientata al ribasso e i rimbalzi saranno letti come occasioni di ricopertura o di nuovo posizionamento short, più che come inversioni strutturali.
Struttura di fondo: laterale‑ribassista dentro grande range
Su orizzonte plurimensile, EURUSD si muove all’interno di un ampio range strutturale che ha visto massimi 2026 in area 1,20–1,21 e diversi tentativi falliti di consolidamento sopra 1,17, zona dove passano le medie mobili di lungo periodo. La discesa da 1,2090 circa verso i livelli attuali ha finora le caratteristiche di una normalizzazione dentro un quadro più ampio di lateralità, ma l’angolo discendente delle medie e il posizionamento degli indicatori trend‑following suggeriscono una bias leggermente ribassista finché non verrà riconquistata la fascia 1,16–1,17 in modo stabile.
L’impostazione di fondo può essere letta come “downtrend di medio dentro range di lungo”: dal massimo annuale la sequenza di massimi decrescenti è chiara, mentre la tenuta o meno dei supporti 1,1465–1,1410 deciderà se questa gamba rimarrà una correzione ordinata o evolverà in un movimento più profondo verso area 1,13–1,12. Solo un ritorno deciso sopra 1,1635–1,1700, con chiusure daily sopra queste resistenze e un contestuale cambio di tono sui differenziali di tasso attesi fra Fed ed ECB, rimetterebbe sul tavolo scenari di recupero strutturale dell’euro contro dollaro.
La nuova fascia 1,1410–1,1635: zona pivot
La zona 1,1410–1,1635 rappresenta il laboratorio chiave fra compratori e venditori nel breve‑medio periodo. Al suo interno si collocano livelli tecnici e psicologici che il mercato sta usando come riferimento per decidere se la debolezza recente rimarrà un semplice storno o se si trasformerà in un’inversione più duratura del trend di fondo.
• Supporto primario 1,1485–1,1460: coincide con i minimi recenti e con un target ribassista già raggiunto, messo in evidenza sia da analisi intraday sia da report giornalieri; qui si sono concentrati i primi tentativi di rimbalzo dopo le ultime vendite. In caso di tenuta, questa fascia può sostenere recuperi tecnici verso la zona 1,1515–1,1550, dove transitano pivot di breve e prime resistenze intraday.
• Supporto secondario 1,1412–1,1410: una violazione confermata di 1,1460 aprirebbe spazio verso questo livello, identificato come “next important support” da diversi analisti e coincidente con il minimo mensile di marzo. Una rottura netta di 1,1410 incrementerebbe le probabilità di estensione verso 1,13 e, in scenari di risk‑off più accentuati, verso i supporti successivi segnalati nell’area 1,1205–1,0985.
• Resistenza immediata 1,1550–1,1600: è la prima fascia di offerta significativa sui rimbalzi, sede delle medie mobili di breve e di precedenti massimi relativi; finché EURUSD rimane sotto 1,16, il bias di fondo resta orientato al ribasso. Più in alto, un cluster di resistenze fra 1,1635 e 1,1720 combina massimi di periodo, upper band di Bollinger e zone di Fibonacci, configurandosi come barriera chiave per qualsiasi tentativo di inversione strutturale.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili principali (EMA 50 e 100, SMA 200) sono tutte impostate in modalità “sell”, con un chiaro allineamento ribassista che conferma la natura correttiva‑discendente dell’attuale fase. Sul grafico H4 il cambio si mantiene sotto la EMA 50 intorno a 1,1540–1,1550, con il Parabolic SAR e le bande di Bollinger che offrono resistenze dinamiche e incorniciano il prezzo nella metà inferiore del range, coerentemente con un mercato ancora guidato dai venditori.
Gli oscillatori mostrano un momentum indebolito ma non ancora in ipervenduto estremo: RSI su timeframe daily e H4 oscilla in area 30–40, con letture che parlano di pressione ribassista stabile ma lasciano spazio sia a ulteriori scivolamenti sia a rimbalzi tecnici di normalizzazione. Mappa livelli: sopra 1,1600 la coppia inizierebbe a neutralizzare il quadro ribassista di breve, con conferma soltanto su break di 1,1635–1,1700; sotto 1,1410 aumentano le probabilità di estensione verso 1,1300 e, in scenari più estremi, verso 1,1205–1,0985 come ipotesi di completamento di una correzione di grado superiore.
Scenari operativi sulla fascia 1,1410–1,1635
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero dell’euro
Se il supporto 1,1485–1,1460 continuerà a reggere e il prezzo riuscirà a riportarsi sopra 1,1550–1,1600 in chiusura daily, il mercato potrebbe innescare un rimbalzo più ampio verso 1,1635–1,1700, dove si concentrano le prime resistenze strutturali e diverse medie di medio periodo. In questo caso la fase ribassista di marzo verrebbe letta come “shake‑out” dentro grande range, con RSI atteso risalire stabilmente sopra 50 e segnali di allentamento della domanda di dollaro sul fronte macro‑geopolitico.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda
Un cedimento stabile della fascia 1,1485–1,1460, con chiusure giornaliere sotto 1,1460 e incremento dei volumi di vendita, confermerebbe la prosecuzione del downtrend e favorirebbe una discesa verso 1,1410 come primo target, con possibile estensione verso 1,1300 qualora il sentiment rimanesse dominato da dollaro forte, dati USA resilienti e atteggiamento prudente della BCE. In questo quadro la struttura di grande range di lungo periodo resterebbe ancora intatta, ma verrebbe completata una correzione più ampia prima di poter valutare nuove gambe rialziste oltre 1,17–1,18.
La fascia 1,1410–1,1635 diventa quindi il nuovo pivot di mercato su EURUSD: è qui che si decide se l’attuale fase verrà archiviata come una correzione da eccesso di rialzo del dollaro o evolverà in un ciclo ribassista più profondo per l’euro, con la capacità del cambio di difendere 1,1460–1,1410 e di riportare l’RSI sopra 50 che sarà cruciale per ristabilire una narrativa costruttiva sulla moneta unica.
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GOLD, bull trap? verificare senza scottarsiIl grafico settimanale mostra una candela, hammer, per cui nasce il dubbio che tutto il mondo si sta ponendo: trappola per compratori in ritardo o vero minimo di mercato?
La struttura weekly racconta di un trend primario ancora costruttivo, ma la perdita di momentum e l’aumento dei volumi nella fase di discesa suggeriscono prudenza.
Comprare l'hammer significa mettersi in casa il rischio che si tratti di un semplice rimbalzo tecnico prima di un’ulteriore gamba ribassista.
Una soluzione alternativa, più tattica e flessibile, è guardare al 4 ore dove il movimento descritto sul settimanale cambia forma e assume quella di un triangolo ascendente. un pattern su timeframe inferiore.
Operare su questa struttura permette una soluzione "democristiana" vale a dire permettersi di fare il tentativo di comprare il rialzo potendo anche sbagliare.
Infatti, uno stop più stretto e meno impegnativo rispetto al settimanale, offre anche una seconda chance qualora il primo ingresso venga invalidato.
In un contesto così incerto, la gestione del rischio diventa più importante della previsione credo.
Rottura di 4600 apre la strada verso 4800📊 Resoconto di Mercato
L’oro si è stabilizzato al di sopra del livello di supporto critico di 4300, mantenendo intatta la tendenza rialzista. Oggi il prezzo è salito a circa 4580, ha incontrato resistenza e ha ritracciato moderatamente, entrando in una fase di consolidamento a breve termine per assimilare la pressione di presa di profitti.
📈 Analisi Tecnica
Livelli chiave
- Supporto: 4300 (confermato forte), 4480-4500 (consolidamento a breve termine)
- Resistenza: 4580 (immediata), 4600 (livello di rottura critico)
- Obiettivo a medio termine: 4800 (resistenza chiave settimanale)
Indicatori tecnici
L’oro negozia al di sopra delle medie mobili chiave; il MACD mantiene un incrocio rialzista, l’RSI (55-60) mostra un momentum sano senza condizioni di sovraccarico. Il grafico a 4 ore presenta bande di Bollinger aperte al rialzo, con il prezzo supportato da un allineamento rialzista delle medie mobili.
💡 Strategia di Trading & Rischio
- Posizione lunga: Ingresso in caso di mantenimento stabile al di sopra di 4480-4500, stop-loss sotto 4450; obiettivo 4580, successivamente 4600. Aumentare le posizioni alla rottura di 4600 (supportata dal volume), obiettivo 4800.
- Note sul rischio: La posizione hawkish della Fed, rendimenti obbligazionari più elevati o un dollaro USA più forte possono limitare il rialzo. Evitare acquisti ciechi; 4300 è la “linea vitale” della tendenza rialzista – una rottura al di sotto invalida il rimbalzo.
📊 Prospettive Settimanali
Una rottura di 4600 aprirà la strada verso 4800 nel corso della settimana. Una rottura del supporto 4480-4500 potrebbe portare a un nuovo test di 4300.
NQ: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
L'oro supererà quota 4600?
Analisi tecnica dell'oro
Analisi di mercato
Nelle prime contrattazioni asiatiche di lunedì, l'oro ha inizialmente arretrato a 4.420 prima di registrare rimbalzi oscillanti. Sebbene il rimbalzo sia stato in linea con le aspettative, la sua durata ha superato le previsioni. Il prezzo ha attualmente testato la media mobile a 10 giorni a 4.580 senza una rottura chiara, suggerendo un sentiment di mercato insolito.
Focus tecnico
Livelli di resistenza
Media mobile a 10 giorni a 4.580: un livello chiave nel breve termine. Se il prezzo non riesce a mantenersi al di sopra di questo livello, si prevede una pressione al ribasso.
Livello 4.600: una rottura inattesa al di sopra di questo livello richiederebbe una rivalutazione delle prospettive a breve termine.
Ulteriori resistenze: se l'oro chiude sopra 4.580, i prossimi obiettivi sono 4.668 e 4.800.
Livelli di supporto
4.500: livello chiave da monitorare nel breve termine.
Media mobile a 5 giorni a 4.480: zona di supporto primaria.
Strategia di trading
Strategia long
Considerare di entrare long in caso di ritracciamento verso la zona 4.490-4.500.
Stop loss: $4.470
Target: Resistenza a 4.550-4.580
Strategia short
Se il prezzo sale a 4.600, considerare una posizione short leggera.
Stop loss: $4.615
Target: fino al livello di 4.500.
Grazie alla community di TradingView. In qualità di analista senior degli investimenti, questo permette a un maggior numero di trader e investitori di visualizzare le mie analisi di trading. Attualmente mi concentro sul trading dell'oro. Se apprezzate la mia analisi, vi prego di lasciare un "mi piace" e di condividerla con altri trader che potrebbero averne bisogno. Ci impegniamo per un trading preciso, studiando a fondo i grafici, i fattori macroeconomici e il sentiment di mercato per costruire strategie di trading ad alta probabilità di successo. Qui troverete piani di trading strutturati, modelli di gestione del rischio e analisi in tempo reale.
EUR/USD: Scenario spettacolare. Prossimo target 1.1414?⚡ EUR/USD: SCENARIO SPETTACOLARE. PROSSIMO TARGET 1.1414?
15 anni di metodo. 9/9 Configurazioni nel 2026. Zero errori.
Dopo la ripartenza da 1.1610, abbiamo ritestato il livello 1.1444 (numero 3 nella sequenza). Ora, dopo un fisiologico ritracciamento, ci proiettiamo verso 1.1414. La struttura regge.
📍 STATO ATTUALE - EUR/USD (Grafico 2h - Agg. 31 Mar):
Il prezzo ha chiuso a 1.14643, dopo aver toccato 1.14574. Il livello 1.1444 è stato testato e ha reagito. Ora il prossimo obiettivo è 1.1414 (ma attenzione ad un probabile ritorno a 1.1505)
🔍 RIEPILOGO PERCORSO:
1.1610 è stato il punto di ripartenza
1.1444 è stato raggiunto e ritestato
1.1414 è il prossimo target in arrivo (attenzione ad un ritorno a 1.1505)
📊 PERFORMANCE EUR/USD 2026 (AGGIORNATA):
Gennaio: +400 pips
Febbraio: +167 pips
Marzo: movimenti in corso con nuovi target centrati
TOTALE EUR/USD 2026: +867 pips
Performance complessiva 2026 (EUR/USD + ORO): +1.537 pips
🤝 UNA PAROLA A CHI SI AFFACCIA ORA AL TRADING
(Questa parte è per chi sta muovendo i primi passi in questo mondo.)
Se stai leggendo queste analisi e hai iniziato da poco, sappi che quello che vedi qui non è magia. È il risultato di tanti anni di studio, di errori, di correzioni, di pazienza.
I livelli che traccio non escono da un computer. Escono dall'osservazione di come il mercato si è comportato in passato, perché le dinamiche si ripetono.
Non serve capire tutto subito. Serve una cosa sola: fidarsi del metodo e avere pazienza.
I movimenti che descrivo non sono sempre lineari. A volte il prezzo fa dei ritorni, si ferma, consolida. È normale. È la vita del mercato.
Chi ha fretta perde. Chi sa aspettare, alla fine vede i risultati.
Se hai domande sul metodo, chiedi pure. Se non capisci un livello, torna indietro e guarda i post precedenti. Il quadro si chiarisce col tempo.
Benvenuto. E grazie per la fiducia.
🐜 ANTICIPAZIONE: IL "PASSO A ZAMPA DI FORMICA"
Negli ultimi giorni, più di qualcuno mi ha chiesto: "Cosa c'è dietro questi livelli? Come fai a identificarli?"
La risposta è lunga. Richiede tempo, esempi, pazienza.
Sto valutando l'idea di creare uno spazio dedicato per chi vuole andare oltre le analisi pubbliche. Non segnali. Non operazioni. Ma il metodo. La spiegazione di come nasce una Configurazione.
Nessuna fretta. Ma il passo, piccolo come una zampa di formica, è stato pensato.
Nei prossimi giorni, ne parlerò più chiaramente.
Siamo vicini a un -10%... E ora??Dall'inizio del conflitto gli indici azionari hanno perso circa 10%.
L'indice americano S&P 500 ha perso poco più del 9% dai massimi di gennaio.
Perché è così importante vedere dove siamo arrivati?
La tabella sotto riporta tutti gli eventi in cui si è registrato un ribasso dai massimi superiore al 10% e il rendimento periodico successivo. Come si vede, in genere, a queste correzioni seguono rendimenti positivi, a parte nel caso di gravi crisi e recessioni, come nella bolla dot.com e nella crisi del 2008.
La situazione, in questo momento, è certamente difficile perché l’energia che proviene dal Golfo è in gran parte bloccata e, a questo, si aggiungono materiali come lo zolfo (circa il 50% del commercio globale passa da Hormuz), l’urea (circa il 30%) e l’ammoniaca (circa il 25%).
Il blocco di Bab el-Mandeb taglia il corridoio Asia–Europa: è il passaggio obbligato per chiunque voglia usare il Canale di Suez invece di circumnavigare l'Africa. Ci passano circa il 30% dei container mondiali, ovvero la quasi totalità dei beni industriali, componenti elettronici e prodotti finiti che si muovono tra Asia ed Europa. Il blocco del commercio presenta alcune similitudini con la crisi legata al Covid-19.
Detto questo, la situazione non sembra ancora quella di una crisi globale come quella del 2008 e i guadagni di produttività consentiti dall’intelligenza artificiale saranno massicci. Rimaniamo quindi in una fase difficile per i mercati, che potrebbe protrarsi, ma che ha ancora le caratteristiche di una correzione piuttosto che quelle di una crisi sistemica.






















