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Margin

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Il margin è stata una pratica finanziaria diffusa nelle borse degli anni trenta del XX secolo ed è stata una delle cause del crollo del 1929 a New York.

Funzionamento

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Le azioni erano acquistabili dietro anticipo del 10% del loro valore al broker. Molti speculatori prendevano in prestito denaro dalle banche (a elevati interessi) per acquistare azioni in grande quantità e crearne un rialzo artificioso e subito rivenderle con plusvalenza (e in grado di ripagare il 90% di quota restante sulle azioni acquistate)[1].

Non si tratta di una semplice scommessa al rialzo. L'anticipo del 10% consente un effetto leva[2]. Dato un titolo il cui valore unitario si misura in 100 (in centesimi), il prestito di 100 può essere utilizzato per comprare un'azione del titolo (pagando subito il suo valore) oppure 10 azioni (del valore di 100) anticipando solo il 10% della somma.

La quantità di azioni di cui si dispone è molto maggiore (maggiore di 10 volte di quella acquistabile pagando subito il controvalore) e quindi sufficiente a stimolare trend rialzisti. Il guadagno che si ha vendendo non appena si rialza il prezzo, non è realizzato su una sola azione ma su uno stock consistente (impiegando lo stesso prestito): se i guadagni vengono reinvestiti per ripetere il procedimento si creano trend rialzisti che possono durare nel lungo periodo, allontanare il valore di borsa dal valore reale dei corsi azionari e creare delle bolle speculative esplosive, come confermato da un modello quantitativo del 2023 sull'inasprimento dei requisiti di margine nei mesi precedenti il crollo[3].

Un paradosso tipico è quello di società a grande capitalizzazione, il cui 80% è investito nel 20% di una controllata di valore borsistico molto inferiore: normalmente il differenziale è debole nelle società operative (alla base dei gruppi finanziari) e maggiore nelle società capogruppo-cassaforte[3].

Conseguenze regolatorie

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Il crollo del 1929 portò all'approvazione del Securities Exchange Act del 1934, che assegnò al Federal Reserve il potere di fissare i requisiti minimi di margine sulle borse statunitensi. La Regulation T, in vigore da allora, fissa oggi tale requisito al 50%[4]. Il principio dell'anticipo percentuale sopravvive nel trading online contemporaneo di opzioni su indici azionari, dove il margine richiesto viene calcolato combinando il tasso di margine, il prezzo dell'indice sottostante, la quantità di posizioni detenute e la volatilità implicita dell'opzione[5].

  1. ↑ (EN) The 1929 Stock Market Crash – EH.net, su eh.net. URL consultato il 25 settembre 2026.
  2. ↑ Leva Finanziaria - Glossario Finanziario - Borsa Italiana, su www.borsaitaliana.it. URL consultato il 25 settembre 2026 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2026).
  3. 1 2 (EN) Karol Jan Borowiecki, The Great Margin Call: The Role of Leverage in the 1929 Wall Street Crash, in The Economic History Review, vol. 76, n. 3, 2023, pp. 807-826, DOI:10.1111/ehr.13213.
  4. ↑ (EN) Background and Summary of Regulation T, su Federal Reserve Regulatory Service, Board of Governors of the Federal Reserve System. URL consultato il 25 settembre 2026.
  5. ↑ Spiegazione del calcolo del margine per le opzioni, su AvaTrade, Ava Trade Markets Ltd.. URL consultato il 25 settembre 2026.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàGND (DE) 4322057-5 · NDL (EN, JA) 00980133
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