Open Fiber
| Open Fiber | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società per azioni |
| Fondazione | dicembre 2015 a Milano |
| Fondata da | Enel |
| Sede principale |
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| Gruppo | Cassa Depositi e Prestiti e Gruppo Macquarie |
| Persone chiave |
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| Settore | Telecomunicazioni |
| Prodotti | Infrastrutture di rete in fibra ottica (prevalentemente FTTH) e, in specifici contesti, FWA |
| Fatturato | 798,1 milioni di €[4] (2025) |
| Utile netto | -336,7 milioni di €[4] (2025) |
| Sito web | www.openfiber.it/ |
Open Fiber S.p.A. (in origine Enel Open Fiber S.p.A.) è una società italiana attiva come operatore wholesale only (all’ingrosso) nel mercato delle infrastrutture di rete per telecomunicazioni, con focus su reti in fibra ottica fino all’utente, prevalentemente FTTH.[5] L’azienda sviluppa reti in investimento privato nelle aree a maggiore densità e, in qualità di concessionario, realizza infrastrutture finanziate con intervento pubblico in specifici programmi nazionali per la banda ultralarga.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]2015–2016: costituzione e prime operazioni
[modifica | modifica wikitesto]Open Fiber è stata costituita nel dicembre 2015 come società interamente controllata da Enel.[6]
2016–2017: ingresso di CDP Equity, acquisizione e fusione con Metroweb
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2016 Enel avviò trattative con CDP Equity finalizzate alla creazione di una joint venture paritetica e all’integrazione industriale con Metroweb. Il 20 dicembre 2016 Open Fiber acquisì l’intero capitale di Metroweb; la fusione per incorporazione fu approvata nel gennaio 2017 e completata nel primo trimestre 2017.[7][8] Nel 2017, con l’ingresso di CDP Equity, la società cambiò denominazione in Open Fiber S.p.A.[9]
2018–2020: sviluppo rete e implementazione della concessione pubblica
[modifica | modifica wikitesto]Negli anni successivi Open Fiber sviluppò l’infrastruttura FTTH nelle città, in investimento privato, e avviò l’implementazione delle concessioni pubbliche nelle aree a fallimento di mercato (aree bianche), nell’ambito del Piano nazionale Banda Ultralarga.[10]
2021–2022: uscita di Enel e ridefinizione dell’assetto azionario
[modifica | modifica wikitesto]Il 4 agosto 2021 Enel sottoscrisse l’accordo per la cessione della propria partecipazione del 50% in Open Fiber: 40% a Macquarie e 10% a CDP Equity.[11] Il perfezionamento dell’operazione portò CDP Equity al 60% e Macquarie al 40%.
Sul piano finanziario, nel febbraio 2022 Open Fiber sottoscrisse un contratto di finanziamento da 7,2 miliardi di euro; al 31 dicembre 2022 il finanziamento risultava utilizzato per circa 4 miliardi di euro secondo ricostruzioni di stampa specializzata.[12]
2023: cambio al vertice operativo
[modifica | modifica wikitesto]Nel settembre 2023, a seguito delle dimissioni dell’amministratore delegato Mario Rossetti, la carica di amministratore delegato e direttore generale è stata affidata a Giuseppe Gola.[3][13]
2024: riconoscimenti e ricapitalizzazione
[modifica | modifica wikitesto]Nel marzo 2024 Open Fiber ha ricevuto l’Operator Award 2024 dal FTTH Council Europe.[14]
Nel dicembre 2024 gli azionisti hanno avviato un’operazione di ricapitalizzazione e rifinanziamento (aumento di capitale e nuovo finanziamento bancario), presentata come funzionale al proseguimento del piano di investimenti.[15]
2025: presidenza Cucchiani, bilancio 2024 e dibattito su PNRR e aiuti di Stato
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2025 la presidenza del consiglio di amministrazione è passata a Enrico Tommaso Cucchiani.[16]
Il 14 marzo 2025 Open Fiber ha comunicato l’approvazione del bilancio 2024, con ricavi pari a 674,8 milioni di euro, EBITDA pari a 276,3 milioni e perdita netta pari a 364 milioni, e un nuovo piano industriale con investimenti fino al 2034, oltre al completamento di un processo di rifinanziamento con risorse da azionisti e istituti di credito.[17] Il bilancio 2023, con ricavi pari a 582 milioni di euro, EBITDA superiore a 234 milioni e perdita pari a 296 milioni, era stato comunicato nel giugno 2024.[18]
Nel corso del 2025, in parallelo alle attività di attuazione dei piani PNRR, in particolare il Piano “Italia a 1 Giga”, si è sviluppato un dibattito pubblico sui ritardi, sulle rimodulazioni degli obiettivi e su presunti profili di aiuti di Stato. FiberCop, società della rete ex TIM controllata da un consorzio guidato da KKR,[19] ha confermato di avere trasmesso alla Commissione europea una segnalazione relativa a presunti aiuti di Stato in favore di Open Fiber, quantificati fino a 4,5 miliardi di euro secondo la stessa FiberCop.[20] Sul medesimo dossier si è inserito il confronto istituzionale sul progetto di “rete unica” e sugli impatti concorrenziali dell’operazione.[21]
2026: bilancio 2025 e Fondo Nazionale Connettività
[modifica | modifica wikitesto]Nel marzo 2026 Open Fiber ha comunicato l’approvazione del bilancio consolidato 2025, con ricavi pari a 798,1 milioni di euro, EBITDA pari a 409,5 milioni, risultato netto pari a -336,7 milioni e posizione finanziaria netta pari a 6,84 miliardi di euro; la società ha inoltre confermato l’obiettivo di raggiungere il cash flow positivo entro il 2028.[4]
Nel 2026 è stato avviato il Fondo Nazionale Connettività, investimento pubblico del PNRR destinato a incentivare investimenti privati nelle infrastrutture di rete a banda ultralarga, con gestione affidata a Invitalia come implementing partner.[22] Il Fondo è stato presentato anche come strumento di copertura in continuità con le rimodulazioni del Piano “Italia a 1 Giga” e con gli obiettivi europei al 2030.[23]
Attività e modello di business
[modifica | modifica wikitesto]Open Fiber opera come operatore wholesale only: realizza e gestisce infrastrutture di accesso e backhauling e rende disponibili servizi all’ingrosso a favore di operatori retail e provider di servizi, che commercializzano le offerte agli utenti finali.[24]
L’infrastruttura è progettata principalmente per la connettività FTTH. In ambiti specifici, soprattutto in aree a bassa densità e in presenza di vincoli tecnico-economici, Open Fiber ha utilizzato anche soluzioni FWA nell’ambito di programmi pubblici.[25]
Contesto di mercato (rete fissa, tecnologie e performance)
[modifica | modifica wikitesto]Secondo l’Osservatorio AGCOM n. 4/2025, con dati a settembre 2025, gli accessi complessivi di rete fissa in Italia sono pari a circa 20,49 milioni di linee, mentre le linee broadband e ultrabroadband sono stimate in circa 19,26 milioni. Tali indicatori descrivono l’andamento del mercato delle linee di accesso attive, lato retail e per tecnologia, indipendentemente dal fatto che l’infrastruttura sottostante sia proprietaria o acquistata all’ingrosso, e non rappresentano quindi una base clienti direttamente attribuibile a un singolo operatore wholesale only come Open Fiber. Nella composizione tecnologica continua la riduzione delle linee in rame/DSL e cresce il peso delle tecnologie alternative: gli accessi FTTH sono stimati in 6,74 milioni (+22,0% su base annua) e rappresentano il 32,9% degli accessi complessivi; risultano in crescita anche gli accessi FWA, stimati in 2,56 milioni (+11,5% su base annua). Sul fronte delle prestazioni, aumenta la quota di linee commercializzate con capacità pari o superiore a 1 Gbit/s, stimata al 32,4% a settembre 2025.[26]
Programmi pubblici e piani di copertura
[modifica | modifica wikitesto]Piano Banda Ultralarga (BUL) – aree bianche (concessioni Infratel)
[modifica | modifica wikitesto]Il Piano nazionale Banda Ultralarga (BUL) prevede, per le aree a fallimento di mercato (aree bianche), la realizzazione di infrastrutture con intervento pubblico e concessione ventennale: la rete resta di proprietà pubblica ed è affidata in gestione al concessionario.[27]
2017: avvio delle concessioni (prima e seconda gara)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2017 Open Fiber si aggiudicò i lotti della prima gara Infratel; nel corso dell’anno furono sottoscritti gli atti di concessione relativi alla prima e alla seconda gara, quest’ultima firmata nel novembre 2017.[10][28]
2018: progettazione esecutiva e apertura cantieri
[modifica | modifica wikitesto]Le relazioni di monitoraggio del Piano BUL indicano, per la fase 2018, l’avanzamento delle attività di progettazione e l’apertura progressiva dei cantieri, con crescita del numero di comuni in esecuzione e delle unità immobiliari oggetto di intervento.[10]
2019: terza gara e completamento del perimetro concessorio
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2019 fu sottoscritta la concessione relativa alla terza gara, completando il perimetro delle aree bianche oggetto di intervento pubblico.[29]
2020: rimodulazioni tecniche, ritardi e primi contenziosi
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2020 il monitoraggio pubblico evidenziò ritardi rispetto alle tempistiche originarie; in alcuni contesti Open Fiber ha indicato la necessità di rimodulare modalità di copertura, includendo soluzioni FWA per accelerare l’implementazione in territori a bassa densità e con maggiori criticità operative.[10][25]
2021: incremento della rete realizzata e aggiornamenti del cronoprogramma
[modifica | modifica wikitesto]Le relazioni di stato avanzamento riportano l’incremento di infrastruttura realizzata, con progressiva crescita dei comuni in collaudo e delle unità immobiliari raggiunte in vendibilità, variabili soggette a revisioni tecniche e amministrative.[30][31]
2022: creazione di Open Fiber Network Solutions e gestione operativa dei cantieri
[modifica | modifica wikitesto]Nel contesto di difficoltà operative, tra cui reperimento di profili tecnici, gestione cantieri e filiere, Open Fiber ha costituito la società consortile Open Fiber Network Solutions (OFNS), dedicata a funzioni operative e di governance di specifici processi di esecuzione.[32] Nelle relazioni pubbliche del Piano BUL continua a essere evidenziato l’andamento non uniforme dei lavori e l’esistenza di criticità autorizzative e di esecuzione.[33]
2023: confronto con Infratel e dibattito su penali e riequilibri
[modifica | modifica wikitesto]Nel dibattito pubblico sono state riportate richieste di anticipazioni e discussioni sul tema delle penali connesse ai ritardi; parte di tali profili è confluita in contenziosi e in valutazioni sul riequilibrio economico-finanziario della concessione, richiamati anche da documenti istituzionali.[25][34]
2024: rilievi della Corte dei conti
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2024 la Corte dei conti ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione del Piano BUL nelle aree bianche, richiamando l’andamento dei lavori, i ritardi e i relativi impatti amministrativi e finanziari.[35]
2025: contributo di riequilibrio e contestazioni concorrenziali
[modifica | modifica wikitesto]Con decreto del 21 gennaio 2025 è stato disposto un intervento di riequilibrio dei piani economico-finanziari delle concessioni per le aree bianche.[36] Open Fiber ha indicato che, a seguito della procedura di riequilibrio dei PEF conclusa nel febbraio 2025, sono stati concessi contributi per complessivi 660 milioni di euro.[17]
Nel 2025 FiberCop ha dichiarato di avere segnalato alla Commissione europea presunti profili di aiuti di Stato anche in relazione a tale misura e ad altri strumenti pubblici, quantificando l’ammontare complessivo fino a 4,5 miliardi di euro secondo la propria ricostruzione.[20]
2026: orizzonte di completamento e collaudi
[modifica | modifica wikitesto]Documenti istituzionali e di programmazione riportano che una parte dei collaudi e delle verifiche tecniche del Piano BUL può estendersi fino al 2026, in relazione allo stato effettivo dei lavori e ai processi amministrativi connessi.[25]
Piano “Italia a 1 Giga” (PNRR – aree grigie)
[modifica | modifica wikitesto]Il Piano “Italia a 1 Giga” è un piano di intervento pubblico del PNRR, Missione 1 Componente 2, finalizzato a promuovere investimenti in reti a banda ultralarga nelle aree in cui non è presente, né prevista nel breve periodo, connettività stabile ad almeno 300 Mbit/s in download nell’ora di picco; l’obiettivo prestazionale del piano è 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload nelle ore di picco del traffico.[37]
2017–2020: antecedenti (Strategia BUL e obiettivi europei)
[modifica | modifica wikitesto]Negli anni precedenti al PNRR il tema della “gigabit society” e dell’accelerazione degli investimenti su reti VHCN è entrato in modo crescente nella programmazione nazionale, con evoluzione di mappature e consultazioni sulla copertura e sulle intenzioni di investimento privato, in coerenza con orientamenti UE sugli aiuti di Stato alle reti a banda larga.[38]
2021: approvazione del piano e consultazione pubblica
[modifica | modifica wikitesto]Il piano è stato inquadrato nella Strategia italiana per la Banda Ultralarga “Verso la Gigabit Society”; nell’agosto-settembre 2021 si è svolta la consultazione pubblica sul Piano “Italia a 1 Giga”.[39] Il piano è stato notificato alla Commissione europea e approvato nell’ambito del quadro sugli aiuti di Stato, decisione SA.63170.[40]
2022: bando, aggiudicazione e avvio delle convenzioni
[modifica | modifica wikitesto]Il bando è stato avviato nel gennaio 2022, con dotazione indicata in circa 3,7 miliardi di euro e circa 7 milioni di civici come ordine di grandezza programmatico.[41] Nel maggio 2022 Infratel ha pubblicato l’avviso di aggiudicazione: Open Fiber si è aggiudicata 8 lotti e FiberCop 7 lotti.[42] Open Fiber ha descritto il perimetro del bando come 15 lotti e contributi fino a 3,7 miliardi di euro per circa 6,8 milioni di civici, ribadendo la propria aggiudicazione di 8 lotti.[43]
2023: avvio operativo dei cantieri e aggiornamenti pubblici
[modifica | modifica wikitesto]Open Fiber e Infratel hanno pubblicato elenchi e documenti informativi relativi alle aree di intervento e ai cantieri, con aggiornamenti periodici.[43]
2024: “civici di prossimità”, vincoli UE e prime rimodulazioni
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2024, nell’ambito delle verifiche tecniche in campo, è emersa l’esistenza di civici non inclusi nella mappatura originaria. Il legislatore ha introdotto una norma, art. 20, comma 5-bis del d.l. 2 marzo 2024 n. 19, convertito con modificazioni, che consente agli aggiudicatari di adempiere agli obblighi anche collegando “civici di prossimità”, ossia civici posti in prossimità di quelli originariamente previsti. Infratel ha avviato una specifica mappatura e consultazione sui civici di prossimità comunicati da Open Fiber il 31 agosto 2024, in linea con la decisione UE SA.63170 e con la disciplina sugli aiuti di Stato.[44][45]
La procedura aveva lo scopo di verificare se tali civici fossero già interessati, o lo sarebbero stati entro il 30 giugno 2026, da investimenti privati idonei a garantire almeno 300 Mbit/s in download nelle ore di picco.[46] La Commissione europea ha inoltre definito non ammissibile al finanziamento un civico posto a distanza inferiore a 50 metri da una rete con le caratteristiche prestazionali richieste dal Piano “Italia a 1 Giga” o da uno dei civici base collegati o da collegare in base al piano; AGCOM ha svolto la verifica utilizzando la Broadband Map e la lista dei civici base.[46]
L’esito della mappatura 2024 ha distinto, tra i civici di prossimità analizzati, quelli ammissibili e non ammissibili al finanziamento PNRR, anche in relazione al criterio UE dei 50 metri da una rete idonea o da civici base, con pubblicazione di documentazione e report di accompagnamento.[46][47] Nell’ambito della successiva verifica degli impegni, Infratel ha indicato che i civici di prossimità dichiarati coperti o pianificati da operatori privati entro il 2026, sulla base delle dichiarazioni ricevute nella mappatura 2024, erano 41.114; a giugno 2025 risultavano coperti 15.517 civici, di cui 6.181 confermati rispetto ai pianificati a giugno 2025 e 9.336 anticipati rispetto al piano del 2026.[48]
2025: ritardi, ipotesi di riassetto lotti e revisione del target
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2025 fonti di stampa internazionale e nazionale hanno riportato un confronto tra governo, Infratel e operatori sui ritardi di esecuzione e su possibili soluzioni di riassetto dei lotti più complessi del piano.[49][50]
Il 13 settembre 2025 il sottosegretario con delega all’innovazione Alessio Butti ha reso pubblica una soluzione concordata in via generale con la Commissione europea: la rimodulazione del target di Open Fiber per circa 700.000 civici, con contestuale riduzione del contributo aggiudicato e reimpiego delle economie in nuovi strumenti o piani di copertura oltre l’orizzonte PNRR.[51] Nel comunicato, il Dipartimento ha indicato che Open Fiber aveva comunicato l’impossibilità di garantire entro il 30 giugno 2026 la copertura di oltre 700.000 numeri civici su circa 2,2 milioni totali aggiudicati all’operatore.[51]
La rimodulazione e le opzioni tecnologiche, tra cui FTTH, FWA e possibili soluzioni satellitari o voucher in specifici contesti, sono state oggetto di discussione politica e di analisi sulle implicazioni prestazionali e concorrenziali.[52]
Nello stesso anno Infratel ha pubblicato gli esiti della mappatura e consultazione 2025 sui civici di prossimità per l’operatore FiberCop, richiamando l’applicazione degli orientamenti UE sugli aiuti di Stato e l’uso dei dati della mappatura reti fisse 2025.[53] Nella documentazione di mappatura 2025 è inoltre riportata un’integrazione di copertura pari a circa 278.000 civici comunicata da Open Fiber.[54]
2026: civici non collegabili e Fondo Nazionale Connettività
[modifica | modifica wikitesto]Nel febbraio 2026 Infratel Italia ha pubblicato gli esiti della mappatura relativa ai 707.092 civici del Piano “Italia a 1 Giga” dichiarati da Open Fiber non collegabili entro il 30 giugno 2026. La mappatura, svolta su mandato del Dipartimento per la trasformazione digitale, aveva lo scopo di verificare eventuali interventi attuati o pianificati tra il 2025 e il 2030 dagli operatori privati, anche ai fini di successivi strumenti di intervento pubblico.[55]
Negli esiti pubblicati da Infratel, l’allegato A contiene 437.951 civici non coperti entro il 2030 o coperti da tecnologie incapaci di permettere una velocità di picco superiore a 300 Mbit/s.[55] La relazione di sintesi richiama l’applicazione degli orientamenti UE sugli aiuti di Stato a favore delle reti a banda larga e la decisione della Commissione europea “State Aid SA.63170 (2021/N) – RRF – Italy – Plan 1 Gbps”.[56]
Nel quadro della mappatura 2025 delle reti fisse, Infratel ha inoltre rilevato che Open Fiber aveva incluso nel proprio piano privato al 2026 circa 1,1 milioni di civici in stretta prossimità ai civici del Piano “Italia a 1 Giga”, la cui copertura era condizionata all’attuazione del piano pubblico. A seguito della dichiarazione di Open Fiber di non procedere al collegamento di 707.092 civici entro il 30 giugno 2026, Infratel ha richiesto all’operatore di indicare per quali civici dovesse decadere tale condizione; la lista trasmessa a Infratel ha comportato l’eliminazione di 331.030 civici dal piano privato di Open Fiber.[57]
Il Fondo Nazionale Connettività, pubblicato nel 2026, finanzia progetti di investimento per la realizzazione di reti fisse ad alte prestazioni con capacità Gigabit, con contributi pubblici fino al 70% delle spese ammissibili e cofinanziamento privato minimo del 30%.[22][58] Gli interventi devono garantire servizi con velocità attesa, nelle ore di picco, di almeno 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload.[58] Il Piano di intervento pubblico del Fondo richiama, tra i civici ammissibili, anche quelli risultanti dalle mappature successive alla rimodulazione del Piano “Italia a 1 Giga”.[23]
Tecnologia
[modifica | modifica wikitesto]Open Fiber utilizza architetture di rete in fibra ottica e, per l’accesso FTTH, soluzioni basate su PON (Passive Optical Network), in particolare GPON. La rete passiva riduce la presenza di apparati alimentati lungo la tratta di accesso e può contribuire a minori consumi energetici rispetto ad architetture con maggiore componente attiva.[59]
Nel 2023 Open Fiber ha presentato il software “RealCity” per la mappatura e gestione digitale di elementi di rete, finalizzato a ridurre tempi di rilievo e migliorare il monitoraggio dei cantieri secondo ricostruzioni di stampa.[60]
Approvvigionamento dei materiali core e dibattito sulla filiera
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2024 alcune inchieste e analisi giornalistiche hanno evidenziato un dibattito sulla filiera dei cavi in fibra ottica e sulla concorrenza di prodotto importato, in particolare asiatico, impiegato anche in progetti finanziati dal PNRR, con discussioni su standard tecnici e impatti industriali.[61][62]
Azionariato
[modifica | modifica wikitesto]2015–2016: Enel (100%)
[modifica | modifica wikitesto]Alla fondazione Enel Open Fiber S.p.A. era interamente partecipata da Enel.[6]
2017–2021: Enel (50%) e CDP Equity (50%)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2017 CDP Equity acquisì il 50% e la società assunse la denominazione Open Fiber S.p.A.[9]
Dal 2022: CDP Equity (60%) e Macquarie (40%)
[modifica | modifica wikitesto]Con la cessione della quota Enel, perfezionata tra 2021 e 2022, la partecipazione è passata per il 40% a Macquarie e per il 10% a CDP Equity, che è salita al 60%.[11]
Governance
[modifica | modifica wikitesto]Controversie e dibattiti
[modifica | modifica wikitesto]Ritardi di attuazione nelle aree bianche, penali e riequilibrio economico-finanziario
[modifica | modifica wikitesto]L’attuazione delle concessioni del Piano Banda Ultralarga nelle aree bianche è stata oggetto di rilievi da parte della Corte dei conti, in relazione ai ritardi di esecuzione, alle criticità territoriali e all’efficacia del sistema di penali applicato al concessionario.[63]
Secondo la deliberazione n. 71/2025/CCC della Corte dei conti, a fronte di una programmazione complessiva di circa 8,3 milioni di unità immobiliari, di cui circa 6,3 milioni da collegare in tecnologia FTTH e circa 2 milioni in FWA, a fine ottobre 2025 risultavano coperti il 77% degli immobili FTTH e il 61% di quelli FWA; per le sedi della pubblica amministrazione e le aree industriali la copertura risultava invece pari al 99,8%.[63] La Corte ha inoltre richiamato il permanere di ritardi nel collegamento delle abitazioni civili, la presenza di comuni critici, la mancanza di un’anagrafica centralizzata delle unità immobiliari e il contenzioso relativo alle sanzioni per ritardo.[63]
Nella stessa ricostruzione, al 31 ottobre 2025 risultavano comminate al concessionario penali per complessivi 80,3 milioni di euro; ricostruzioni di stampa specializzata basate sulla deliberazione hanno evidenziato che solo una quota limitata di tali importi risultava effettivamente incassata e che oltre la metà delle penali era oggetto di contenzioso.[64]
Nel 2025 è stato inoltre disposto un intervento di riequilibrio economico-finanziario delle concessioni BUL. Il decreto ministeriale 21 gennaio 2025 ha previsto la concessione di contributi in favore del soggetto attuatore Infratel Italia al fine di consentire il riequilibrio dei piani economico-finanziari delle concessioni aventi ad oggetto la progettazione, costruzione e gestione dell’infrastruttura passiva a banda ultralarga nelle aree bianche.[36] Open Fiber ha indicato che, a seguito della procedura di riequilibrio dei PEF conclusa nel febbraio 2025, sono stati concessi contributi per complessivi 660 milioni di euro.[17]
Rimodulazione del Piano “Italia a 1 Giga” e civici non collegabili
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2025 il Piano “Italia a 1 Giga” è stato interessato da una rilevante rimodulazione degli obiettivi assegnati a Open Fiber. Il 13 settembre 2025 il Dipartimento per la trasformazione digitale ha pubblicato un intervento del sottosegretario Alessio Butti nel quale si affermava che Open Fiber aveva comunicato l’impossibilità di garantire, entro la scadenza del 30 giugno 2026, la copertura di oltre 700.000 numeri civici su circa 2,2 milioni totali aggiudicati all’operatore.[51]
Secondo quanto riportato dal Dipartimento, la soluzione individuata con la Commissione europea prevedeva la riduzione del target di Open Fiber per circa 700.000 civici, a fronte di una riduzione del contributo aggiudicato, e il successivo reimpiego delle economie generate in nuovi strumenti di copertura con orizzonte non più vincolato alla scadenza PNRR del 2026 ma agli obiettivi europei del 2030.[51]
Nel febbraio 2026 Infratel Italia ha pubblicato gli esiti della mappatura relativa a 707.092 civici del Piano “Italia a 1 Giga” dichiarati da Open Fiber non collegabili entro il 30 giugno 2026.[55] Gli esiti pubblicati da Infratel indicano che, nell’allegato A, sono riportati 437.951 civici non coperti entro il 2030 o coperti da tecnologie incapaci di permettere una velocità di picco superiore a 300 Mbit/s.[55] La stessa mappatura richiama l’applicazione degli orientamenti UE sugli aiuti di Stato a favore delle reti a banda larga e la decisione della Commissione europea “State Aid SA.63170 (2021/N) – RRF – Italy – Plan 1 Gbps”.[56]
Nel quadro della mappatura 2025 delle reti fisse, Infratel ha inoltre rilevato che Open Fiber aveva incluso nel proprio piano privato al 2026 circa 1,1 milioni di civici in stretta prossimità ai civici del Piano “Italia a 1 Giga”, la cui copertura era condizionata all’attuazione del piano pubblico. A seguito della dichiarazione di Open Fiber di non procedere al collegamento di 707.092 civici entro il 30 giugno 2026, Infratel ha richiesto all’operatore di indicare per quali civici dovesse decadere tale condizione; la lista trasmessa a Infratel ha comportato l’eliminazione di 331.030 civici dal piano privato di Open Fiber.[57]
Civici di prossimità, investimenti privati dichiarati e basi informative territoriali
[modifica | modifica wikitesto]La disciplina dei civici di prossimità ha inciso sia sull’ampliamento del perimetro dei civici collegabili nell’ambito del Piano “Italia a 1 Giga”, sia sulla verifica di eventuali sovrapposizioni con piani privati. Nell’esito della consultazione 2024, relativa ai civici di prossimità comunicati da Open Fiber, Infratel ha precisato che i civici posizionati a meno di 50 metri da una rete idonea o da uno dei civici base del piano erano da considerarsi coperti e quindi non ammissibili al finanziamento, e che anche i civici dichiarati coperti da operatori privati entro il 2026 con velocità download di almeno 300 Mbit/s nelle ore di picco erano non ammissibili al finanziamento pubblico.[46] Nella consultazione 2025 sui civici di prossimità rilevati da FiberCop, Infratel ha precisato che la distanza di 50 metri consente di considerare il civico “passed” e quindi, secondo le linee guida BEREC, attivabile di regola entro quattro settimane dalla richiesta dell’utente finale, senza costi addizionali o straordinari.[65]
La successiva verifica degli impegni di copertura assunti dagli operatori sui civici di prossimità 2024 è stata avviata per minimizzare il rischio che una semplice manifestazione di interesse potesse ritardare o impedire la fornitura di servizi a banda ultralarga nell’area interessata. Infratel ha previsto aggiornamenti periodici dello stato di avanzamento dei piani dichiarati e ha indicato che, in caso di mancata attuazione del piano dichiarato o di mancato aggiornamento, avrebbe potuto procedere, d’intesa con il Dipartimento per la trasformazione digitale, all’ampliamento del piano di intervento pubblico anche in tali aree, dando comunicazione dell’inadempimento sul proprio sito istituzionale.[48] Alla verifica hanno risposto nove operatori, tra cui FiberCop, mentre i civici dichiarati coperti o pianificati da privati nella mappatura 2024 erano 41.114.[48]
Nel 2025 Infratel ha avviato una procedura analoga per i civici di prossimità rilevati dall’operatore beneficiario FiberCop, dopo che FiberCop aveva manifestato l’intenzione di avvalersi della facoltà prevista dall’art. 20, comma 5-bis, del d.l. 2 marzo 2024 n. 19.[53][65] In esito all’analisi relativa ai civici di prossimità FiberCop, Infratel ha indicato 49.522 civici di prossimità complessivi, di cui 27.248 non ammissibili e 22.274 ammissibili al finanziamento; i non ammissibili comprendevano 23.928 civici esclusi in base all’analisi AGCOM e 3.320 ulteriori civici dichiarati coperti in esito alla mappatura delle reti fisse 2025, al netto delle sovrapposizioni.[65] Infratel ha poi incluso nel perimetro del Piano “Italia a 1 Giga” i 22.274 civici di prossimità rilevati da FiberCop e risultati ammissibili in esito alla consultazione 2025.[57]
Le procedure di mappatura si sono inserite in un contesto informativo territoriale caratterizzato dalla progressiva normalizzazione degli stradari e dei numeri civici. L’Archivio nazionale dei numeri civici delle strade urbane (ANNCSU), realizzato da Istat e Agenzia delle Entrate, costituisce il riferimento nazionale per stradari e indirizzari comunali, con aggiornamento di competenza dei Comuni.[66] Nel 2025 il Dipartimento per la trasformazione digitale ha pubblicato un avviso PNRR da 56 milioni di euro per il conferimento dei dati georeferenziati relativi ai numeri civici, precisando che i dati presenti in ANNCSU non presentavano l’informazione della georeferenziazione e che tale informazione può essere inserita nella banca dati solo dal Comune competente.[67] Secondo il portale ANNCSU, gli accessi presenti nell’archivio rappresentano punti fisici sul territorio e possono essere individuati mediante coordinate solo se queste sono state inserite dal Comune.[68] Nella mappatura delle reti fisse 2025, Infratel ha inoltre classificato i civici non coperti anche in base alla qualità della coordinata, distinguendo i casi con “scarsa qualità della coordinata” da quelli posti entro o oltre 50 metri da reti idonee, qualora la qualità della coordinata lo consentisse.[69]
Fondo Nazionale Connettività e completamento degli obiettivi al 2030
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2026 il Dipartimento per la trasformazione digitale e Invitalia hanno pubblicato il bando del Fondo Nazionale Connettività, iniziativa del PNRR finalizzata a incentivare investimenti privati nelle infrastrutture di rete a banda ultralarga.[22] Il Fondo prevede contributi pubblici fino al 70% delle spese ammissibili e un cofinanziamento privato minimo del 30%, con interventi destinati a garantire almeno 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload nelle ore di picco.[58]
Il Piano di intervento pubblico del Fondo richiama il fabbisogno emerso dalle mappature successive alla rimodulazione del Piano “Italia a 1 Giga” e colloca gli interventi nell’orizzonte europeo del 2030.[23] La misura è stata oggetto di dibattito pubblico in relazione alla possibilità che nuovi finanziamenti pubblici possano contribuire alla copertura di civici originariamente ricompresi nel perimetro del Piano “Italia a 1 Giga” e successivamente dichiarati non collegabili entro la scadenza PNRR del 2026.[70]
Segnalazioni alla Commissione europea e profili concorrenziali
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2025 FiberCop ha presentato alla Commissione europea una segnalazione relativa a presunti aiuti di Stato in favore di Open Fiber. Secondo Reuters, il reclamo contestava una serie di misure pubbliche adottate tra il 2024 e il 2025, tra cui contributi diretti, estensioni di concessioni, garanzie pubbliche e rimodulazioni o sospensioni di penali legate ai ritardi nei piani di copertura, per un valore indicato fino a 4,5 miliardi di euro secondo la ricostruzione di FiberCop.[20]
La segnalazione non costituisce, di per sé, un accertamento definitivo di illegittimità degli aiuti o di violazioni delle regole europee sulla concorrenza. Alla data delle fonti disponibili, il tema risultava oggetto di confronto istituzionale e concorrenziale nel più ampio dibattito sulla governance delle reti di telecomunicazioni e sul progetto di integrazione tra le infrastrutture di rete di Open Fiber e FiberCop.[20][21]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Credits, su Open Fiber. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- ↑ Certificato ISO 50001:2018 (SGS) – Open Fiber S.p.A. (PDF), su Open Fiber, 17 giugno 2025. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- 1 2 3 4 5 Organi societari, su Open Fiber. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- 1 2 3 Open Fiber, ricavi e clienti in crescita. Focus sullo sviluppo commerciale, su Open Fiber, 25 marzo 2026. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Chi siamo, su Open Fiber. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Presentato al CdA Enel il piano strategico di Enel Open Fiber, su Enel Open Fiber (archivio). URL consultato l'11 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2016).
- ↑ Open Fiber perfeziona l’acquisizione di Metroweb, su Enel Open Fiber (archivio). URL consultato l'11 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2016).
- ↑ Corte dei conti, Determinazione e relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Enel S.p.A. – esercizio finanziario 2018, n. 121, 12 novembre 2019, pp. 65-69. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Gruppo CDP: approvata l’integrazione tra Metroweb ed Enel Open Fiber, su CDP, 16 gennaio 2017. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 3 4 Relazione sullo stato di avanzamento del Piano BUL al 31/12/2020 (PDF), su bandaultralarga.italia.it, 2021. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Enel cede il 50% del capitale di Open Fiber per 2.650 milioni di euro, su Enel, 4 agosto 2021. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Raffaele Barberio, Open Fiber. Richiesta di aiuti di Stato pesa sulla 'rete nazionale', su Key4biz, 20 marzo 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Open Fiber: Giuseppe Gola nuovo Amministratore Delegato. Ufficiali le dimissioni di Rossetti, su MondoMobileWeb.it, 28 settembre 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Open Fiber sul podio europeo: “Contributo decisivo allo sviluppo della fibra in Italia”, su CorriereComunicazioni, 20 marzo 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Open Fiber, il dado è tratto: via alla ricapitalizzazione, su CorriereComunicazioni, 16 dicembre 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Open Fiber, Enrico Tommaso Cucchiani designato presidente, su CorriereComunicazioni, 28 maggio 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 3 Open Fiber approva il Bilancio 2024. Nuovo Piano Industriale e risorse aggiuntive per la digitalizzazione del Paese, su Open Fiber, 14 marzo 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Comunicato stampa: Open Fiber approva il bilancio 2023 (PDF), su Open Fiber, 18 giugno 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ (EN) The Company, su FiberCop. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Elvira Pollina e Giuseppe Fonte, KKR-backed FiberCop files complaint with EU over alleged Italy's aid to rival, sources say, su Reuters, 17 ottobre 2025. URL consultato il 7 maggio 2026.
- 1 2 Rete unica, il Mef non molla: avanti tutta nonostante gli ostacoli, su CorriereComunicazioni, 21 ottobre 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 3 Fondo Nazionale Connettività: bando per incentivare i privati nelle infrastrutture per la rete BUL, su Dipartimento per la trasformazione digitale, 9 aprile 2026. URL consultato il 7 maggio 2026.
- 1 2 3 Piano “Fondo Nazionale Connettività” (PDF), su Invitalia, 4 febbraio 2026. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ La Mission: connettere l’Italia con la fibra, su Open Fiber. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- 1 2 3 4 Invitalia – Prospectus (edizione 2025), su Invitalia, 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Osservatorio sulle comunicazioni n. 4/2025 (PDF), AGCOM, 31 ottobre 2025. URL consultato il 21 gennaio 2026.
- ↑ Banda ultralarga: Open Fiber si aggiudica i cinque lotti della prima gara Infratel, su Infratel Italia. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Banda ultralarga: Infratel e Open Fiber firmano il contratto per la seconda gara, su Infratel Italia, 8 novembre 2017. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Banda ultralarga, Infratel e Open Fiber: firmata la concessione per il terzo bando delle aree bianche, su Invitalia, 2 aprile 2019. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Relazione sullo stato di avanzamento del Piano BUL al 30/06/2021 (PDF), su bandaultralarga.italia.it, 2022. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Relazione sullo stato di avanzamento del Piano BUL al 31/12/2021 (PDF), su bandaultralarga.italia.it, 2022. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Open Fiber Network Solutions – Governance, su Open Fiber. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Relazione sullo stato di avanzamento del Piano BUL al 31/12/2022 (PDF), su bandaultralarga.italia.it, 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Open Fiber al capolinea. Reset dell’azienda subito, se si vuole rilanciare l’industria delle TLC italiane, su Key4biz, 15 maggio 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Corte dei conti, Relazione sullo stato di attuazione del Piano BUL – aree bianche, 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Decreto ministeriale 21 gennaio 2025 – Piano banda ultra larga nelle aree bianche. Concessione di contributi al soggetto attuatore, su Ministero delle imprese e del made in Italy, 18 febbraio 2025. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Piano Italia a 1 Giga, su Dipartimento per la trasformazione digitale. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Piano Italia a 1 Giga – Mappatura e Consultazione 2024 sui Civici di prossimità (relazione) (PDF), su Infratel Italia, 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Consultazione pubblica del Piano “Italia a 1 Giga”, su Dipartimento per la trasformazione digitale, 2021. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ State Aid SA.63170 (2021/N) – RRF – Italy – Plan 1 Gbps, su Commissione europea (DG Competition). URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Digitale: 3,7 miliardi per portare internet veloce a 7 milioni di civici, su Dipartimento per la trasformazione digitale, 15 gennaio 2022. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Avviso di aggiudicazione – Bando “Italia a 1 Giga” (PDF), su Infratel Italia, 24 maggio 2022. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Piano Italia a 1 Giga, su Open Fiber. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Piano Italia a 1 Giga – Avviso: mappatura e consultazione 2024 sui civici di prossimità, su Infratel Italia, 6 settembre 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Consultazione e mappatura “Civici di prossimità” – Relazione finale (PDF), su Infratel Italia, 28 ottobre 2024. URL consultato il 7 maggio 2026.
- 1 2 3 4 Piano Italia a 1 Giga – Esito mappatura e consultazione 2024 sui civici di prossimità, su Infratel Italia, 28 ottobre 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Piano Italia a 1 Giga, quasi 50mila i civici che non si possono finanziare coi fondi Pnrr, su CorriereComunicazioni, 28 ottobre 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 3 Verifica degli impegni di copertura assunti dagli operatori nell’ambito della Mappatura e Consultazione dei civici di prossimità 2024 – giugno 2025 (PDF), su Infratel Italia, 2025. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ (EN) Italy in talks to hand FiberCop extra part of lagging fibre network plan, su Reuters, 7 maggio 2025. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Italia a 1 Giga: dialogo aperto su riassetto lotti più complessi per dare nuovo impulso a copertura nazionale, su la Repubblica (Finanza), 7 maggio 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 3 4 Butti: “Italia a 1 Giga, 700mila civici in meno per salvare i fondi Pnrr”, su Dipartimento per la trasformazione digitale, 13 settembre 2025. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Italia a 1 Giga, le opposizioni criticano il “salvataggio” del governo e si spaccano sul satellite, su CorriereComunicazioni, 15 settembre 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Piano Italia a 1 Giga – Esito mappatura e consultazione 2025 sui civici di prossimità, su Infratel Italia, 12 settembre 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Mappatura 2025 delle reti fisse a banda ultralarga – relazione (con integrazione Open Fiber) (PDF), su Infratel Italia, 5 agosto 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 3 4 Esiti Mappatura 2025 delle reti fisse: civici non collegabili Italia a 1 Giga, su Infratel Italia, 16 febbraio 2026. URL consultato il 7 maggio 2026.
- 1 2 Relazione mappatura 2025 delle reti fisse: civici non collegabili Italia a 1 Giga (PDF), su Infratel Italia, 4 dicembre 2025. URL consultato il 7 maggio 2026.
- 1 2 3 Mappatura 2025 delle reti fisse a banda ultralarga – relazione (PDF), su Infratel Italia, 2 febbraio 2026. URL consultato il 7 maggio 2026.
- 1 2 3 Fondo Nazionale Connettività, su Invitalia, 9 aprile 2026. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Fibra ottica: la transizione green passa per la banda ultralarga, su Il Sole 24 Ore, 27 novembre 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Michele Nasi, Open Fiber RealCity: cos’è e come funziona, su IlSoftware.it, 25 ottobre 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Cristina Casadei, Fibra ottica, l’industria italiana messa all’angolo dal sottocosto asiatico, su Il Sole 24 Ore, 6 febbraio 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Nicola Saldutti, I cavi a fibra ottica di Fos (Prysmian) e i posti a rischio per la concorrenza cinese, su Corriere della Sera, 17 marzo 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 3 Corte dei conti, Deliberazione n. 71/2025/CCC – Piano banda ultralarga nelle aree bianche, 23 dicembre 2025. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Piano BUL, l’alert della Corte dei conti: Italia a 1 Giga a rischio, su Agenda Digitale, 16 gennaio 2026. URL consultato il 7 maggio 2026.
- 1 2 3 Consultazione “Civici di prossimità” 2025 (PDF), su Infratel Italia, 2025. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane (ANNCSU), su ANNCSU. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Pubblicato l’Avviso PNRR per l’aggiornamento dei numeri civici dei Comuni, su Dipartimento per la trasformazione digitale, 30 maggio 2025. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Georeferenziazione numeri civici, su ANNCSU. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Esiti Mappatura delle reti fisse 2025: conclusa l’analisi dei dati forniti dagli operatori - aggiornamento febbraio 2026, su Infratel Italia, 13 febbraio 2026. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Fondo nazionale connettività: ecco il piano su 1,8 mln di civici, su Agenda Digitale, 18 febbraio 2026. URL consultato il 7 maggio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Franco Bernabè, A conti fatti. Quarant’anni di capitalismo italiano, a cura di Giuseppe Oddo, Milano, Feltrinelli, 2020, ISBN 978-88-07-17374-5.
- Federica Loffredo, Il ruolo di Open Fiber nel panorama italiano, in Il modello Wholesale Only: la rivoluzione del nuovo codice delle comunicazioni elettroniche, Diritto ed economia dei mezzi di comunicazione, anno XV, n. 2, Napoli, Centro Consulenze Editoriali, 2019, pp. 118-122, ISSN 1827-0395.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su openfiber.it.
- open fiber (canale), su YouTube.
