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William Chaloner

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William Chaloner (Warwickshire, 1650Tyburn, 22 marzo 1699) è stato un criminale inglese, noto falsario e truffatore.

Operò durante il regno di Guglielmo III, diventando uno dei criminali più famigerati della sua epoca. La sua carriera terminò quando fu perseguito e condannato per alto tradimento da sir Isaac Newton, all'epoca Custode della Royal Mint (la zecca reale). Fu giustiziato per impiccagione e squartamento a Tyburn nel 1699.

Primi anni e prime truffe

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Nato nel Warwickshire nel 1650, figlio di un tessitore, Chaloner si rivelò presto un giovane indisciplinato. Fu mandato come apprendista da un produttore di chiodi a Birmingham, città all'epoca nota per la produzione di monete contraffatte. Qui apprese le tecniche di metallurgia necessarie per la falsificazione.

Si trasferì a Londra negli anni 1680. Non riuscendo a trovare lavoro a causa delle restrizioni delle corporazioni, iniziò a vendere articoli bizzarri e illegali, tra cui orologi di latta contenenti dildo, allora oggetti di contrabbando. Successivamente si spacciò per medico ciarlatano e indovino, sfruttando la sua parlantina per raggirare i creduloni.

La carriera come falsario

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Verso il 1690, Chaloner si specializzò nella contraffazione di monete di alto valore, come le ghinee d'oro e le corone d'argento. Sfruttò il pessimo stato della valuta inglese dell'epoca (molte monete erano "tosate" o usurate) per immettere sul mercato falsi di ottima fattura.

Con i proventi del crimine, Chaloner acquistò una lussuosa residenza a Knightsbridge e iniziò a vivere come un gentiluomo, muovendosi in carrozza e frequentando l'alta società. Per sviare i sospetti, agiva spesso come informatore per il governo, denunciando altri piccoli falsari (spesso suoi complici o rivali) per riscuotere le taglie.

Lo scontro con Isaac Newton

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Nel 1696, Isaac Newton fu nominato Custode della Zecca Reale. Sebbene molti considerassero il ruolo una sinecura, Newton prese l'incarico seriamente, ponendosi l'obiettivo di ripulire il mercato dai falsari. Chaloner commise l'errore di sfidare Newton apertamente: si presentò in Parlamento sostenendo di avere soluzioni per impedire le falsificazioni e accusò i funzionari della Zecca di corruzione, sperando di ottenere un incarico ufficiale all'interno dell'istituzione.

Newton, sospettoso, iniziò un'indagine meticolosa durata due anni. Utilizzò una rete di spie, infiltrati e informatori nei bassifondi londinesi. Nonostante Chaloner fosse riuscito a far sparire testimoni chiave in processi precedenti (spesso pagandoli per fuggire in Scozia), Newton riuscì a raccogliere prove schiaccianti contro di lui, tra cui le testimonianze di ex complici e delle loro mogli.

Processo ed esecuzione

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Chaloner fu arrestato definitivamente nel 1698 e rinchiuso nella prigione di Newgate. Durante il processo al tribunale dell'Old Bailey nel marzo 1699, tentò di difendersi fingendo la pazzia e insultando i testimoni, ma fu riconosciuto colpevole di alto tradimento (poiché la falsificazione della moneta del re era considerata un reato contro la corona).

Dalla cella, inviò numerose lettere a Newton implorando pietà, passando da toni sprezzanti a suppliche disperate. Newton non rispose mai. William Chaloner fu impiccato a Tyburn il 22 marzo 1699. Secondo le cronache dell'epoca, la sua agonia sulla forca durò diversi minuti prima che il corpo venisse squartato, come previsto dalla pena per il tradimento.

Nella cultura di massa

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La sfida tra il genio della scienza e il falsario è il tema centrale del saggio storico di Thomas Levenson, Newton e il falsario (Newton and the Counterfeiter), pubblicato nel 2009.

  • (EN) Thomas Levenson, Newton and the Counterfeiter: The Unknown Detective Career of the World's Greatest Scientist, Faber & Faber, 2009. ISBN 978-0571229925.
  • (EN) Sir John Craig, Newton at the Mint, Cambridge University Press, 1946.

Voci correlate

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 399149106013868490706 · ISNI (EN) 0000 0003 9918 7495 · CERL cnp01221652 · LCCN (EN) n84233499 · GND (DE) 14088680X · J9U (EN, HE) 987007311200805171